Home » Lo consideravano il “Messi italiano” | Ma è già finita la sua carriera in Serie A: va a svernare all’estero

Lo consideravano il “Messi italiano” | Ma è già finita la sua carriera in Serie A: va a svernare all’estero

Messi
Lionel Messi durante una partita dei Mondiali in Qatar 2022 con la maglia della sua Argentina/ANSA-Dotsport.it

Nell’ultimo anno e mezzo è stato considerato il gioiello più luminoso tra i giovani italiani, ora va a giocare altrove.

Negli ultimi anni, soprattutto da quando è quasi scomparso il ruolo del trequartista e del numero dieci puro, quello per intenderci che c’era in quasi tutte le squadre negli anni ’90 e ad inizio anni 2000, ha sempre preso più piede l’idea di un calciatore alto e dal fisico robusto e che difficilmente poteva discostarsi troppo da una certa prestanza fisica.

Sono parecchi i calciatori, soprattutto dal 2010 in poi, che hanno sempre più curato l’aspetto fisico insieme a quello tecnico. Questo ha portato ovviamente a sottovalutare sempre di più la tecnica e la fantasia pura per avvantaggiare la forza fisica, la velocità e la predominanza atletica.

Non è un caso che tutti i più grandi calciatori attuali, ma anche quelli degli ultimi quindici anni, sembrano tutte macchine perfette, dai piedi buoni certo, ma anche e soprattutto dalla velocità fuori dal comune, dal fisico atletico e dalle spalle larghe. Da Cristiano Ronaldo ad Haaland, da Bellingham a Mbappè. Ormai il campione, quello più forte degli altri è una sorta di cyborg senza punti deboli.

Si discosta e si è sempre discostato da questa narrazione, ovviamente, il più forte di tutti, quello che per molti è il più forte di tutti i tempi e che ha riproposto un po’ l’idea del campione e del fenomeno dei vecchi tempi. Parliamo di Lionel Messi che, proprio per via di un fisico esile e di un corpo che non cresceva, ha temuto di non poter giocare a calcio ad alti livelli, salvo poi poterlo fare grazie al Barcellona e alle cure ricevute in Spagna da ragazzino.

Messi, il Barça e uno stile che ha segnato un’epoca

Proprio il Barcellona dei primi anni ’10 e del tiki taka di Pep Guardiola, con i vari David Villa, Pedro, Iniesta e Xavi, oltre che Messi, è stata un’eccezione che ha confermato la regola del nuovo calcio che voleva soprattutto campioni dal fisico atletico e possente. Il falso nueve, i calciatori brevilinei che non davano punti di riferimento, la velocità prima di tutto nella testa e nel pensiero.

Sono stati questi i punti principali alla base del Barça e della Spagna che hanno dominato il calcio tra il 2008 e il 2015. Messi ovviamente è stato l’alfiere di questo modo di intendere il calcio, ma anche uno dei pochi che, nonostante il fisico esile e un’altezza non dalla sua parte, è riuscito a fare la differenza. Ogni volta che si è intravisto un calciatore con le caratteristiche fisiche di Leo, però, come succedeva già con Maradona prima, si è parlato di nuovo Messi.

Pafundi
Simone Pafundi, trequartista Udinese, potrebbe presto partire per la Svizzera. Ad accoglierlo il Losanna/ANSA-Dotsport.it

Dalla Nazionale al Losanna, Pafundi pronto a fare le valigie

In Italia, per esempio, qualcuno ha usato questo nomignolo per Simone Pafundi, centrocampista/trequartista classe 2006 di cui si era follemente innamorato Roberto Mancini, ex ct della Nazionale che lo ha convocato ancor prima che il ragazzo esordisse in Serie A. Esordio che è arrivato nel maggio 2022, qualche mese prima di quello in Nazionale maggiore arrivato nel novembre dello stesso anno.

Pafundi, poi, ha fatto parte stabilmente della rosa della Nazionale di Mancini, prima del suo addio alla Nazionale. Nel frattempo è stato protagonista nel Mondiale Under 20 del maggio scorso dove ha contribuito a portare l’Italia in finale nella competizione. Il classe 2006, però, poi non ha avuto troppo spazio con la sua Udinese e in questa stagione ha giocato soltanto 6′ in Serie A e uno spezzone in Coppa Italia. Ora, potrebbe partire per andare a giocare. Nonostante il corteggiamento della Reggiana, sembra la Svizzera ed il Losanna la sua prossima destinazione, con gli elvetici pronti ad prenderlo in prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni di euro.