Rugby news: 8 anni di squalifica ad Andre de Klerk per doping

L’IRB ha annunciato che il namibiano Andre de Klerk ha ricevuto una squalifica di otto anni dopo aver commesso una seconda violazione delle regole anti-doping mentre ancora stava scontando la prima sanzione sempre legata all’utilizzo di sostanze vietate. De Klerk è risultato positivo al test per gli steroidi anabolizzanti ad Agosto 2011 durante un controllo al di fuori delle competizioni a soli 3 mesi dalla fine della prima squalifica di due anni. Il 21enni ha giustificato l’anomalo livello di Testosterone nel sangue come il risultato dell’utilizzo degli integratori “Animal Stak” (vedi QUI) La prima violazione di De Klerk avvenne nel 2009, quando risultò positivo al Methandienone, l’anabolizzante più diffuso negli ambienti sportivi fino alla seconda meta’ degli anni ’80, poi sostituito dal Nandrolone, durante un match per la Namibia. La violazione automaticamente lo inserì nel programma di Out of Competition Testing dell’IRB e lo sottomise a controlli casuali che potevano avvenire ovunque e in qualsiasi momento. Il direttore dell’Anti-Doping dell’IRB Tim Ricketts ha detto:”Il messaggio principale che vogliamo trasmettere da questo errore è che tutti i giocatori devono essere diligenti nel controllare i loro integratori alimentari per assicurarsi che non contengano sostanze proibite. Dal punto di vista legale un giocatore è responsabile per qualsiasi sostanza dopante trovata nel suo corpo.” “Questa era una situazione assolutamente evitabile e che ha compromesso significativamente quella che sembrava poter essere una promettente carriera internazionale. Questo caso è veicolo di un messaggio molto importante per tutti i giovani giocatori che aspirano a essere più grossi, più veloci, più duri e cioè che bisogna stare farsi consigliare molto bene sugli integratori alimentari e che ogni tentativo di prendere una scorciatoia non ne vale la pena.” Responsabilità oggettiva: un giocatore è responsabile per qualsiasi sostanza proibita venga trovata nel suo corpo. Non necessaria che ci sia intenzionalità o colpa da parte del giocatore affinchè sia decretata una violazione delle regole anti-doping. Non è nemmeno ammesso come difesa sostenere che la sostanza proibita fosse contenuta in un integratore contaminato.

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