I grandi allenatori: Vahid Halilhodzic

Vahid Halilhodzic

“Vaha” Halilhodzic nasce a Jablanica nel 1952, il 15 ottobre. Considerato uno dei più forti calciatori bosniaci degli anni ’70 e ’80, con l’allora nazionale della Jugoslavia collezionerà, da attaccante, solo 15 presenze, impreziosite da otto gol.

Cresciuto nel Velez Mostar, la sua carriera da calciatore all’apice si svolge in Francia, con la maglia del Nantes, del quale diventerà leader indiscusso negli anni ’80, guidando il club transalpino a uno storico scudetto, e con la maglia del PSG, per una sola stagione, prima del ritiro definitivo dal calcio giocato, nel 1987. Terminata la carriera da calciatore, inizia ad allenare prima in patria, con il Velez, sua ex squadra da giocatore, poi in Francia, al Beauvais: dopo una sola stagione prova la prima avventura in terra d’Africa, alla guida dei marocchini del Raja Casablanca. E’ il 1997: in due anni vince il campionato marocchino e la Coppa dei campioni Africana, risultati che gli valgono di nuovo la chiamata in Francia, nell’ottobre del 1998, alla guida del Lille, squadra che militava senza grossi risultati in seconda divisione.

Al secondo anno è subito promozione in massima serie e al primo campionato nella Ligue 1 il Lille ottiene la qualificazione per la Champions League, classificandosi terzo. “Coach Vahid” è il leader di una squadra che incanta ma l’anno successivo, dopo un dignitosissimo quinto posto, decide di cambiare aria, passando per una stagione allo Stade Rennais, prima dell’approdo al Paris Saint Germain, nell’estate del 2003.

Con i capitolini vince subito la Coppa di Francia e si piazza al secondo posto in campionato, con una squadra ricca di talento in difesa (Juan Pablo Sorin, Gabriel Heinze, Frederic Dehu) e in attacco (Pauleta, Danijel Ljuboja). Al termine del campionato, i diversi successi ottenuti in terra francese gli valgono la Legion d’onore, alto riconoscimento dello stato francese. La seconda stagione al PSG è purtroppo meno fortunata: gli arrivi di Mario Yepes, Helder e Jerome Rothen non danno la scossa sperata e nel febbraio del 2005 Halilovic viene esonerato.

Nel 2006 porta il Trabzonspor al quarto posto nel campionato turco, dietro alle grandi Besiktas, Galatasaray e Fenerbahce. Lasciato il campionato turco riesce a qualificare la Costa d’Avorio per la Coppa d’Africa e i Mondiali del 2010, finendo però esonerato poco prima dei mondiali, a seguito della eliminazione nei quarti di finale della competizione continentale.

Lasciata l’Africa, è di nuovo il momento di ritornare in patria, alla Dinamo Zagabria, che guiderà fino a maggio 2011: un mese dopo arriva la chiamata da parte dell’Algeria, che guida alla qualificazione mondiale nonostante un gruppo di giocatori tutt’altro che trascendentali.

In Brasile la selezione africana supera la fase a gironi ma viene eliminata dalla Germania, futura campione del mondo, dopo i tempi supplementari.

Al termine dei mondiali prova di nuovo l’avventura con una squadra di club, il Trabzonspor, ma dopo 12 partite viene esonerato. Nel marzo del 2015 prende in mano la nazionale giapponese: l’ultima sfida del tecnico bosniaco parte quindi dall’estremo oriente.

 
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