Tutto Toro: Iturbe, un innesto dalle molte sfaccettature

Tutto Toro: Iturbe, un innesto dalle molte sfaccettature

L’acquisto di Iturbe ha in qualche modo sorpreso, poiché rinforza – con un investimento neanche irrisorio, visto che il diritto di riscatto è fissato a 12.5 milioni di euro – il reparto palesemente più forte del Torino, visto che l’attacco granata è tra i migliori del campionato (e i numeri lo confermano).

A prima vista, sarebbe stato più logico aumentare la qualità a centrocampo o in difesa, aree che necessiterebbero di qualche innesto. Iturbe, invece, ai nastri di partenza non è neanche titolare visto che, oggi come oggi, Ljajic e Iago Falque sono di un altro livello.

Prima di passare all’aspetto tecnico, va detto che Iturbe è un’ulteriore conferma della crescita delle ambizioni di Cairo, disposto a spendere cifre importanti nei profili che secondo il club possono arricchire il livello globale della rosa.

Ad ogni modo, si può dire che il paraguaiano sia l’ennesimo “malato” alla ricerca delle cure granata: a Torino, infatti, in questi anni sono stati (e sono tuttora) molti i profili simili a lui. Ossia, giocatori di belle speranze che, dopo annate deludenti, abbiamo visto letteralmente risorgere con la casacca del Toro. Cerci ed Immobile sono esempi eclatanti, ma l’intera rosa attuale è piena di uomini alla ricerca dell’esplosione definitiva dopo qualche intoppo: Iago Falque, Ljajic e lo stesso Mihajlovic.

Come dimostrano anche le plusvalenze corpose delle ultime stagioni, i granata sono quasi sempre stati maestri nel rivitalizzare i giocatori dati per morti, e non è da escludere che Iturbe abbia visto il Toro come contesto ideale per ripartire dopo le delusioni post Verona.

Inoltre, se è vero che oggi l’attacco di Mihajlovic è difficilmente migliorabile, è altrettanto palese che a volte può costituire un limite dipendere così tanto (anzi, quasi esclusivamente) dallo stato di forma degli uomini in avanti. Un ricambio del genere, oltre a fungere da stimolo per i titolarissimi a far meglio, non può che offrire più varietà di soluzioni. Anche a gara in corso: nelle condizioni di svantaggio, spesso Miha prova il tutto per tutto, arrivando a schierare 4 punte. Un Iturbe è sicuramente più congeniale di un Martinez a giostrare largo, visto che il venezuelano non è certo efficace nell’agire a tutta fascia.

Dopo aver fallito il salto in una big (oltre che l’annessa esperienza incolore al Bournemouth), l’ex Verona ha una nuova grande opportunità, per giunta in una delle formazioni migliori del campionato. Sta a lui dimostrare che Roma è stato solo un incidente di percorso, e quale contesto migliore per rilanciarsi c’è se non quello di giocarsela in una squadra che in primis lavora per esaltare i propri attaccanti?

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