Tragedia aerea: addio alla Chapecoense

Tragedia aerea: addio alla Chapecoense

L’edizione della Copa Sudamericana 2016-2017 organizzata dalla Conmebol (la Federazione calcistica del Sud America), non sarà assegnata perchè una tragedia aerea ha privato l’evento sportivo di una delle due protagoniste: la Chapecoense, formazione della Serie “A” brasiliana, che avrebbe dovuto disputare giovedì 1° dicembre a Medellin in Colombia contro l’Atlético Nacional, la finale di andata dell’equivalente sudamericana dell’Europa League (il ritorno era previsto in Brasile a Chapecó il prossimo mercoledì 7 dicembre).

Dopo la tragedia aerea di Superga del 4 maggio del 1949 che cancellò in pochi istanti il mito del Grande Torino e quella del 7 settembre del 2011 che azzerò l’intera squadra professionistica russa di KHL hockey su ghiaccio della Lokomotiv Jaroslavl, lo sport ed il calcio si ritrovano a piangere su un’altra immane sciagura aerea.

Secondo le prime ricostruzioni ancora in corso, la scorsa notte il volo charter British Aerospace 146 gestito dalla compagnia boliviana Lamia, decollato da San Paolo in Brasile e diretto all’aeroporto internazionale José María Córdova di Medellin in Colombia dopo avere fatto uno scalo tecnico a Santa Cruz in Bolivia, con a bordo 81 persone tra equipaggio e passeggeri, nella prevalenza appartenenti a giocatori, staff tecnico e giornalisti al seguito del Chapecoense, è stato costretto ad un atterraggio di emergenza, schiantandosi nelle vicinanze di La Ceja, zona montagnosa nelle vicinanze di Medellin.

Solo cinque le persone estratte vive e ricoverate nella struttura ospedaliera più vicina, la clinica San Juan de Dios de La Ceja: tra questi i tre calciatori Alan Luciano Ruschel, Marcos Danilo Padilha e Jacson Ragnar Follmann, il giornalista Rafael Correa Gobbato e l’assistente di volo Ximena Suarez.

Daniele Amadasi
Direttore Calcioparlando.com

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