Final Fantasy XV – Recensione (PS4)

Final Fantasy XV – Recensione (PS4)

Final Fantasy XV – Recensione (PS4).

C’è stato un lungo periodo nel quale Final Fantasy XV aveva assunto i contorni indefiniti di una sorta di leggenda metropolitana. Momenti nei quali tanti si sono chiesti se fosse mai esistito, se Square Enix lo stesse davvero lavorando per davvero e se un giorno avrebbe visto la luce. Oggi che il gioco è finalmente qui tra noi viene un po’ da sorridere a ripensare a quei momenti, ma di certo dieci anni circa di attesa sono stati davvero tanti. La lunga gestazione del gioco, le aspettative dei fan, l’occhio vigile della critica: da oggi il prodotto avrà tutti gli occhi puntati su di sé e non gli verrà risparmiato nulla, col rischio che proprio l’eccessivo l’hype generato negli anni potrebbe proprio ritorcersi contro gli sviluppatori. In ogni caso, Final Fantasy XV rappresenta per Square Enix un punto cruciale, una scommessa da vincere assolutamente, e non solo per gli ultimi alti e bassi che hanno contraddistinto la saga.

1

Delle “origini” di questo Final Fantasy XV ormai sappiamo praticamente tutto, dalla nascita come progetto PlayStation 3 legato al marchio Fabula Nova Crystallis del tredicesimo capitolo, a  “riconversione” a videogioco della serie principale, fino allo spostamento su PlayStation 4 e Xbox One col nuovo titolo di Final Fantasy XV e all’addio di Tetsuya Nomura. La storia alla base del gioco racconta di come, alla vigilia del suo matrimonio con la bella Lunafreya, il principe Noctis parte con i suoi fedeli amici Prompto, Ignis e Gladiolus per una sorta di “weekend da leoni”. La loro intenzione è infatti quella di trascorrere un ultimo periodo della sua vita come scapolo. Ma le cose non vanno come da loro immaginato: l’Impero di Nifhleim attacca infatti il regno di Lucis, uccide il sovrano, nonché padre di Noctis, e occupa la capitale. Al principe non rimane altro che farsi carico delle nuove responsabilità come successore designato al trono e lottare per liberare i suoi sudditi dalla tirannia.

5

Fin dalle prime battute di gioco, Final Fantasy XV conferma le impressioni che avevamo avuto nei mesi scorsi provando le varie demo, e cioè che questo progetto è il tentativo da parte della compagnia giapponese di dare un’impronta diversa alla saga, per certi versi più adulta e oscura, con un taglio quasi netto col passato anche a livello di giocabilità. Quest’ultima punta infatti su un sistema di battaglie in tempo reale decisamente improntato sull’azione, con tanto di elementi tipici da sparatutto in terza persona e da hack’and slash moderni. L’obiettivo dichiarato dagli sviluppatori fin dall’inizio dei lavori era quello di riprodurre nel gioco la fluidità e la spettacolarità delle battaglie del film Final Fantasy Advent Children. Il risultato, lo diciamo subito, non è stato proprio quello, ma in linea di massima è stato in parte raggiunto. Non siamo infatti ai livelli del film, ma di certo, a parte una telecamera spesso fastidiosa e qualche glitch ci auguriamo presto risolvibile con una seconda patch, non c’è di che lamentarsi. I combattimenti sono spettacolari e si svolgono senza interruzioni di sorta anche in verticale, all’interno e all’esterno di edifici, sui tetti o sospesi nel vuoto, senza per questo trascurare però alcuni degli elementi tipici di un gioco di ruolo come la gestione e il potenziamento di armi, abilità e magie, legate come da tradizione ai punti esperienza, agli oggetti speciali e all’aumento di livello del personaggio, invocazioni di Summon e via discorrendo. Noctis può muoversi sul campo attaccando, schivando e lanciando magie tramite i tasti del joypad e richiamando eventualmente al volo i menu relativi per usare oggetti o eseguire azioni più complicate. Inoltre può teletrasportarsi per il campo di battaglia.

2

Contestualmente alla posizione del corpo e a quella del nemico, nonché all’arma a disposizione, cambia poi anche l’azione stessa eseguita: spostamento di lato, capriola, deviazione o passo all’indietro per sfuggire a un attacco; colpo ai fianchi, agli arti, dall’alto verso il basso o viceversa, per le azioni offensive, e così via. Dinamicità e realismo, dunque, ma senza dimenticare una certa strategia. Nel gioco, infatti, un ruolo importante  lo esercitano il luogo in cui si svolgono gli scontri, e gli amici presenti a sostegno del protagonista. Noctis può infatti sfruttare a suo vantaggio gli elementi dello scenario: le strutture presenti nelle varie aree sono in parte interattive e utilizzabili per infliggere maggiori danni ai nemici o per cercare riparo dai loro attacchi. Interagendo invece coi compagni, che agiscono in automatico secondo degli ordini pre-impostati dal videogiocatore, Noctis può creare delle speciali combo che sono legate alle armi in dotazione e alle abilità univoche di ogni personaggio, e hanno più efficacia a seconda dell’intesa raggiunta con l’altro membro del party con cui si eseguono. Il tutto è gestibile tramite un sistema non dissimile dal Gambit di Final Fantasy XII, attraverso il quale programmare e  decidere le mosse che il team deve effettuare durante le fasi offensive e difensive, tenendo conto di parametri quali la condizione e l’azione. Senza contare la presenza di una pausa tattica che consente di stoppare provvisoriamente il combattimento per impartire manualmente i comandi ai compagni, di cambiare le armi o di pianificare il da farsi.

3

Per quanto riguarda invece la parte esplorativa, Final Fantasy XV è suddiviso in due porzioni di gioco ben distinte, una più ampia e vagamente a mondo aperto, l’altra, dopo il nono dei quattordici capitoli che compongono la campagna principale, chiamiamola così, più lineare e costituito da una serie di scenari che si susseguono e alternano a dei combattimenti inframmezzati da sequenze filmate. Nel primo caso il gioco offre una serie di grosse aree da esplorare, e per rendere più facile i lunghi pellegrinaggi da un punto all’altro della mappa, gli sviluppatori hanno implementato l’uso dell’auto. Noctis e i suoi amici, infatti, possono spostarsi a bordo di una vettura, che può essere guidata manualmente dall’utente (ma non in senso propriamente letterario: si deve scegliere solo dove svoltare) oppure, a scelta, in automatico da un membro del party. Ad ogni modo, tornando alle fasi esplorative, quasi tutti i luoghi che i personaggi vedono scorrere attorno a loro sono visitabili. Ciò significa che se in lontananza si scorge una creatura che si vuole combattere, basta prendere la direzione del mostro fino a raggiungerlo. Questo però non deve trarre in inganno: quello di Final Fantasy XV non è un vero open world, ma qualcosa di simile a quanto visto in Red Dead Redemption, con tre grandi aree, Leide, Duscae e Cleigne, e altre più piccole, ma con una destinazione principale che rimane sempre indicata, e porzioni di storia o elementi facoltativi che si aprono ogni volta che si raggiungono i vari punti focali del viaggio.

4

Importante per una maggiore immedesimazione, ma anche ai fini del gameplay vero e proprio, il ciclo giorno-notte e quello legato ai cambiamenti climatici, che sono calcolati in tempo reale, e che regolano la vita degli abitanti delle zone visitate (con tutto il seguito di missioni secondarie e minigiochi disponibili solo in certe ore della giornata) e quella delle creature che popolano le aree. L’oscurità, infatti, porta con sé mostri estremamente pericolosi, più di molti di quelli che vivono alla luce del sole. Gli esseri che vivono nel buio sono estremamente letali e in grado di infliggere pesanti status alterati a Noctis e soci, ragion per cui, a meno di non essere equipaggiati a dovere o che non si voglia portare a termine qualche missione in notturna, è consigliabile nascondersi dentro un edificio aspettando che sorga l’alba. Relativamente alla parte tecnica del progetto, la grafica, che da sempre è una delle punte di diamante delle produzioni Square Enix per cura dei dettagli e character design, si avvale della potenza dello YEBIS 2, un middleware capace di restituire figure umane e umanoidi di grande impatto, animati in maniera magistrale, soprattutto se rapportati ai vecchi Final Fantasy dove le movenze dei personaggi non brillavano certo per fluidità o realismo. E di ricreare un mondo come scritto prima non proprio “aperto”, ma comunque ampio, dettagliato e caratterizzato da un ciclo giorno-notte e da cambiamenti climatici calcolati in tempo reale, che vengono corroborati da effetti visivi quali motion blur, anti-aliasing e color correction processati anch’essi in tempo reale. I benefici conseguenti a questa scelta non sono solo estetici, visto che si passa per esempio immediatamente da un’esplorazione alla battaglia senza schermate di caricamento o transizione. Splendida come sempre la colonna sonora, capace di accompagnare adeguatamente ogni momento dall’avventura, d quella apparentemente più insignificante alle battaglie contro creature gigantesche (qualcuno ha detto Leviathan?) o ai momenti più drammatici della storia. Buono il doppiaggio in inglese e altrettanto validi gli effetti sonori, che richiamano in gran parte quelli della tradizione della saga di Square Enix.

6

L’idea di tentare nuove strade da parte di Square Enix è di nuovo rischiosa e irta di insidie, ma al contempo interessante e ambiziosa. Questo Final Fantasy XV action, e il taglio deciso con il passato, potrebbero far storcere il naso a molti fan di vecchia data, ma dopo anni di attesa, forse questi cambiamenti si erano in parte resi necessari per portare nella saga una ventata di aria fresca che molti altri appassionati chiedevano invece. A conti fatti il gioco sembra costantemente in bilico, nel suo svolgersi, tra la necessità di far funzionare un sistema di gioco simil open world, e quello di non snaturare troppo certe meccaniche storiche e scontentare le aspettative del pubblico. Ne consegue un gioco che, compromessi a parte e qualche difetto, riesce comunque a soddisfare pienamente il giocatore sia dal punto di vista del gameplay che da quello tecnico. Di certo questo è un titolo che nel bene o nel male farà molto discutere di sé.

 

About The Author

Giornalista, scrittore e Social Media Editor, è una delle firme storiche di Multiplayer.it. Ma in diciotto anni di attività ha anche diretto il settimanale Il Ponte e scritto per diversi siti, quotidiani e periodici di videogiochi, cinema, società, viaggi e politica. Tra questi Microsoft Italia Tecnologia, Game Arena, PlayStation Magazine, Kijiji, Movieplayer.it, ANSA, Sportitalia, TuttoJuve e Il Fatto Quotidiano. Fa parte di Giornalisti Senza Frontiere ed è spesso impegnato in scenari di guerra come la Siria e la Libia.

Related posts