L’editoriale – Fiorentina: Bernardeschi, da incognita tattica a trascinatore

L’editoriale – Fiorentina: Bernardeschi, da incognita tattica  a trascinatore

FIORENTINA – L’EDITORIALE

Non era facile vincere 4 a 0 contro un Empoli rivitalizzato dall’ampio e precedente successo ottenuto contro il Pescara. Il derby è pur sempre un derby, e la Fiorentina non espugnava il Castellani dal febbraio ’99. I padroni di casa sono stati senza dubbio limitati dal pressing asfissiante dei gigliati, riuscendo a creare un’unica grande occasione da rete sullo 0 a 0, capitata sui piedi di Maccarone, ma Tatarusanu si è fatto trovare prontissimo. Per quanto riguarda l’episodio del successivo fallo di Tomovic, resta molto dubbia l’interpretazione dell’arbitro Massa. L’intervento del difensore, da regolamento, sarebbe da rosso, ma Maccarone aveva precedentemente controllato il pallone con la mano. In ogni caso dunque l’Empoli ha poco da recriminare, come confermato con lodevole sportività dallo stesso Martusciello.

Si è rivista la Fiorentina in formato trasferta, intensa in entrambe le fasi di gioco, brillante nel possesso palla e nelle ripartenze, lucida negli ultimi passaggi e nelle conclusioni. Buone le prove di Badelj e Milic, entrambi in netta crescita, anche Tello si è rivelato molto più continuo nell’arco dei 90 minuti. Dopo tre vittorie convincenti e consecutive lontana dalle proprie mura, la Fiorentina dovrà cercare di ripetersi al Franchi, dove ormai il successo manca da ben quattro turni.

Kalinic non ha segnato ma ha ripetuto l’ennesima prestazione eccellente, svolgendo il solito ed encomiabile lavoro tattico per la squadra, favorendo i costanti inserimenti dei trequartisti con appoggi, sponde e tagli smarcanti. Da sottolineare inoltre la doppietta di Ilicic. Lo sloveno, calciatore in A ad aver tentato maggiori conclusioni verso la porta, dopo alcune ottime prestazioni, è riuscito finalmente a sbloccarsi anche in campionato, inizialmente siglando dal dischetto il gol del 2 a 0, per poi ripetersi dopo pochi minuti con un gran destro deviato però in maniera decisiva da un difensore, beffando l’ottimo ed incolpevole Skorupski.

Ma il titolo di mattatore spetta indubbiamente a Federico Bernardeschi. Dopo le numerose critiche ricevute per una presunta mancanza di personalità e di condizione atletica, per gran parte in realtà ridimensionate dal tardivo arrivo in ritiro causa Europei in Francia e dall’ambigua posizione tattica disegnatagli da Sousa, il Dieci di Carrara sta piano piano conquistando tifosi ed addetti ai lavori. Con i due gol di ieri il giocatore è salito a quota sei, eguagliando il bottino di reti conseguito lo scorso anno, spazzando via l’accusa di una scarsa incisività sotto porta, e divenendo il capocannoniere dei Viola, dato che Kalinic ha siglato 9 gol in stagione, di cui però solo 5 in campionato. Bernardeschi sembra avere tutte le carte in regola ormai per prendere le redini della squadra, addossandosi maggiori responsabilità, divenendo un vero e proprio punto fermo. L’epiteto di “giovane promessa” va pienamente accantonato, il ragazzo è maturo e già sogna di chiudere la carriera a Firenze.

 

About The Author

Related posts