Genoa: i top e i flop della squadra rivelazione

Genoa: i top e i flop della squadra rivelazione

La sosta per le nazionali, a questo punto del campionato, ci permette di esternare chiare valutazioni, che, seppur primigenie, ci forniscono abbastanza per dire che il Genoa si può senza alcun dubbio considerare la squadra rivelazione di questo inizio di stagione.

Cerchiamo in maniera generale di giudicare la squadra, le prestazioni, il gioco, la tattica del Grifone, che sull’equilibrio e l’ordine ha costruito prestazioni più che discrete, inanellando, su 6 partite – una in meno rispetto alle altre per il match rinviato contro la Fiorentina – 3 vittorie, 2 pareggi ed una sola sconfitta, attestandosi come seconda difesa del campionato dopo la Juventus, con la bellezza di sol 5 gol subiti. Equilibrio ed efficienza difensiva comparati anche ad una buona media gol che vede Simeone e Pavoletti protagonisti, sebbene l’attaccante livornese sia ancora convalescente. Questi ultimi, coadiuvati dagli intermediari a centrocampo e da esterni incisivi, hanno permesso al Genoa di collezionare la media di due punti a partita.

Juric ha infuso alla squadra una mentalità tenace, forse a tratti impaziente per la smania di trovare subito il gol, ma di certo non è mancata l’audacia che ha permesso di impostare le partite tutta sul pressing asfissiante, per poi affondare il colpo nel secondo tempo. Sì, perché se c’è un dato da registrare è che il Genoa subisce tanto nei primi tempi, venendo graziato più volte dai pali – vedi Cagliari, Crotone, Sassuolo – che si configurano come veri e propri talismani che esorcizzano il pericolo, ma nel secondo tempo cambia volto, cercando di travolgere le difese avversarie. Genoa aggressivo e fortunato, quindi: e la fortuna chi aiuta se non gli audaci?

La squadra ha giocato in maniera concreta. Non possiamo essere tanto indulgenti perché qualche errore di troppo in difesa è stato commesso, sbavature e dimenticanze menzionate anche dall’allenatore. «Abbiamo giocato bene, ma solo per pochi minuti come volevo io – questo il ritornello di Juric –  possiamo fare ancora molto meglio». Elemento da annoverare nella colonna “in rosso”, è l’ingente mole di cartellini che la squadra ha collezionato: sarà dovuto forse a quella propensione al pressing forsennato, a quella mentalità corsara a cui facevamo riferimento? E’ un fatto che nelle ultime due partite contro Pescara e Bologna abbiamo assistito alla “sagra del cartellino” (ndr) messa su dal Genoa, quindi dai direttori di gara, ma anche dagli avversari – uno su tutti Gastaldello, che, irretito, dà del matto all’arbitro. Insomma, le parole che hanno costellato l’inizio di stagione del Genoa sono: equilibrio, rabbia, tenacia, fortuna e concretezza, miste al possesso palla, pressing e ripartenze. Questi gli elementi caratteristici del Genoa, canoni che ci permettono di dare un 6,5, tendente al 7 (ma tutto dipende dalla continuità), al lavoro svolto finora.

Dopo una panoramica generale, apprestiamoci a commentare il rendimento dei giocatori fin qui più impiegati.

PROMOSSI :

LAMANNA – PERIN – A loro va sicuramente un bel 7. Il primo ha sostituito a dovere il giovane ma già veterano Perin, fermo per un grave infortunio. Quest’ultimo ha collezionato ottime prove contro Napoli, Pescara e Bologna.

IZZO, ORBAN –  Il difensore napoletano, che non dimentica Scampia con le famigerate “vele” persino tatuate, incarna il cuore della difesa. Un partenopeo vero che mette passione e costanza nel rendimento, qualità che attestano il giocatore tra i difensori più forti del torneo. Alla sua sicurezza non si è fatto mancare qualche assist, come quello regalato a Pavoletti contro il Crotone. Orban non ha giocato tutte le partite, facendo le veci di Gentiletti, ma in quei minuti ha messo in campo tutta la sua esperienza internazionale e la sua determinazione. L’ex Valencia è uno degli acquisti azzeccati del nuovo Genoa.

NTCHAM – Al gioiellino scuola Manchester City diamo una piena sufficienza, un 6 con ampi margini di crescita. Pugile nella vita e lottatore in campo, Oliver è molto giovane e talvolta pecca di inesperienza, ma ha quella spregiudicatezza e personalità che piacciono tanto a Juric. Viene impiegato nei ruoli di trequartista: qui inventa e segna. A lui vanno parte dei meriti per i 3 punti conquistati contro il Cagliari.

LAZOVIC, LAXALT – La scorsa partita li definimmo veri tenori con acuti sopraffini, perché sono loro a dare vita alla partitura messa su dall’allenatore. La rapidità, i cambiamenti di passo che innestano le due ali del Genoa, definiscono in tutto e per tutto la tattica rossoblu. Sono loro i veri motori della squadra, danno equilibrio, velocità e foraggiano le azioni offensive della squadra. Una menzione particolare va a Lazovic: il ragazzo si sta rivelando un giocatore importante, un’arma in più se consideriamo che era uno degli uomini messi più in discussione fino all’anno scorso. A loro va un 7,5.

SIMEONE, PAVOLETTI – Il talento argentino è un altro colpo dei Preziosi, strappato al Pescara in estate, il figlio d’arte scuola River si è fatto trovare pronto nell’arduo compito di sostituire Pavoletti. Pericoloso contro il Napoli, dove in 10 minuti rischia di regalare i 3 punti ai suoi, si fa valere contro Pescara e Bologna: due partite da titolare, due gol. Pavoletti non sarebbe giudicabile data la sua convalescenza, ma nelle prime partite disputate ha dimostrato di essere il Leonardo di sempre: bomber di razza, che lotta e segna per il suo Genoa, squadra in cui ha voluto fortemente restare in estate. Sulla sua prestazione, però, pesa quel fallo da rigore commesso contro il Sassuolo, tuttavia questo non mina le prestazioni di “Pavoloso”.

RIMANDATI:

RIGONI: Si sta rivelando il jolly della squadra, centrocampista – tuttocampista, all’occorrenza trequartista, tuttavia non riesce ancora a trovare la via del gol a cui ci ha abituato. Da rivedere.

GENTILETTI, BURDISSO – I due difensori centrali si stanno dimostrando incisivi, ma talvolta peccano di nervosismo, soprattutto l’argentino ex Lazio, su cui pesa un espulsione. Potrebbe prendere davvero le chiavi della difesa con la sua personalità. Lo vedremo prossimamente. Su capitan Burdisso pesa qualche errore di troppo, sebbene non faccia mancare la sua esperienza in un reparto arretrato che si staglia tra i più efficaci del campionato. Anche per l’ex Inter vale quanto detto su Gentiletti: vedremo più avanti.

RINCON, VELOSO – I due mediani tutti polmoni e fisicità sono abili a dare il giusto metro e la corsa in mezzo al campo, smistano palloni e corrono tanto, soprattutto il venezuelano, ma non brillano in quanto costanza. Rincon non trova la porta come l’anno scorso, anche se non è il suo compito quello di far gol, ma ci aveva abituato troppo bene la scorsa stagione. Sul rendimento di Veloso pesa la sua propensione al fallo, al cartellino. Per il resto, il portoghese si rende pericoloso con le sue punizioni e i suoi tiri che non hanno trovato il gol per questione di centimetri.

OCAMPOS – Se non fosse perché certe volte gli dei del pallone lo illuminano, ricordandogli di possedere le virtù del fenomeno, Ocampos figurerebbe tra i bocciati. Buona la prima prova contro il Cagliari, da dimenticare la serie di partite successive, salvo poi mostrare degli ottimi colpi nei 20 minuti contro il Pescara, ma la sorte non lo assiste. In quella che sembra essere la sua miglior partita, subisce un grave infortunio che lo terrà fuori dal rettangolo verde per due mesi. Deve trovare la fortuna e la dimensione per il campionato italiano. Ma dalla sua possiede i colpi da genio, non deluderà.

MUNOZ – Il calciatore ha fatto vedere delle buone cose nei minuti in cui è stato impiegato, ma è stato fuori a lungo per infortunio, questo non ci permette di giudicarlo a dovere.

BOCCIATI: 

GAKPE’, PANDEV, EDENILSON – Forse sarebbe eccessivo elencare Gakpè tra i bocciati, il giocatore conta anche una rete contro il Crotone, match in cui ha giocato anche discretamente, ma nelle partite che si sono susseguite è stato pressoché ininfluente ed impreciso, non sapendo sfruttare gli spazi creati dai compagni.

Stesso discorso vale per Pandev: il macedone era uno dei giocatori che Juric ha provato a rinsavire, ma niente: è nervoso, per lui anche un cartellino rosso, impreciso e irriconoscibile.

Edenilson è arrivato per dare un apporto difensivo agli esterni di un centrocampo che vede in Lazovic e Laxalt due giocatori offensivi, ma, come detto, i due si stanno comportando più che egreggiamente, ed Edenilson, quando è stato chiamato in causa, non ha messo a repentaglio la titolarità dei suoi compagni: impreciso ed a tratti svogliato.

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