Atalanta-Napoli 1-0, l’analisi: la vittoria di Gasperini, Sarri sbaglia tutto

Atalanta-Napoli 1-0, l’analisi: la vittoria di Gasperini, Sarri sbaglia tutto

Già un anno fa, Gianpiero Gasperini, allora alla guida del Genoa, era stato di fatto il primo a riuscire a fermare il micidiale 4-3-3 di Sarri e del suo Napoli. Oggi, è colui che ha posto fine all’imbattibilità stagionale degli azzurri. Usando in maniera sapiente gli stessi ingredienti: marcature asfissianti sui centrocampisti azzurri, ritmo infernale finché le gambe hanno retto e ripartenze velocissime. Il risultato di questa ricetta è stato: Atalanta-Napoli 1-0. Un Napoli forse stanco fisicamente e mentalmente dopo l’impresa in Champions. Sfortunato quanto si vuole nel subire un gol rocambolesco in avvio ma poi incapace di ribaltare la situazione con più di 80 minuti a disposizione.

Da questa considerazione, e dunque dalla formazione schierata in campo, nasce l’analisi del primo errore di Maurizio Sarri. Che nel commento a fine partita ha spiegato come i parametri fisici dei giocatori fossero buoni. Ma nell’analisi dei parametri si sarebbe dovuto tener conto del fatto che gente come Hamsik, Jorginho, Callejon era alla settima partita giocata dall’inizio e dunque non poteva avere la consueta brillantezza. Rispetto alla gara giocata contro il Benfica mercoledì sera, soltanto due cambi, Zielinski e Insigne. Alla prova dei fatti, troppo poco.

Sarri ha commesso un secondo errore non prevedendo la strategia di Gasperini, che poi è quella che ormai adottano tutti contro il Napoli, di prendere a tutto campo i centrocampisti, specialmente Jorginho (partita monumentale di Kurtic nella doppia fase), e non predisponendo adeguate contromisure. Va detto che il tecnico dell’Atalanta ha complicato ulteriormente le cose al suo avversario ordinando a Petagna di guardare a vista Koulibaly chiudendo, in pratica, anche la seconda opzione agli azzurri in fase di impostazione. Zielinski ha provato a sopperire ma non ha trovato quasi mai spazio per le sue accelerazioni.

E’ stato un Napoli, come dicevamo, molto più impreciso del solito, che ha totalizzato solo l’83% di passaggi completati (poco, per una squadra che di media viaggia intorno al 90%), che ha contato 12 controlli di palla errati e che non è riuscito nemmeno una volta a trovare la profondità (zero alla voce passaggi filtranti). Merito di una condotta di gara notevole della squadra di Gasperini, quasi ineccepibile nel chiudere tutti i varchi agli azzurri (con un totale di ben 38 palle intercettate).

Quasi, perché il Napoli avrebbe avuto la possibilità di far male all’Atalanta sfruttando maggiormente le triangolazioni interne ed esterne e le sovrapposizioni sulla fascia. Ghoulam in effetti è risultato l’uomo più coinvolto (112 palloni toccati) e quello più pericoloso (14 cross effettuati, 2 passaggi chiave, 2 tiri in porta) ma la soluzione di mandare l’uomo sul fondo è stata cercata, complessivamente, poco. E qui sta il terzo errore di Sarri, che non è riuscito a leggere una possibile debolezza dell’avversario. Quando lo ha fatto, nel secondo tempo, ha scelto per sua stessa ammissione la strada sbagliata, passando a un 4-2-4 che non è nelle corde dei suoi. Che, infatti, hanno perso ogni riferimento, riuscendo a combinare assai poco (nemmeno una parata effettuata da Berisha nella ripresa).

E’ una sconfitta che fa male al Napoli non solo perché la Juventus si allontana, ma anche perché tornano a galla difetti di gestione delle gare che sembravano superati. Gli azzurri conservano comunque il secondo posto, ma Sarri dovrà riflettere molto sull’opportunità di allargare ulteriormente le rotazioni e studiare varianti tattiche efficaci per evitare il riproporsi di giornate storte come quella di Bergamo. Gasperini, dal canto suo, puntella la sua panchina e festeggia la conquista di uno scalpo importante, confermandosi allenatore assai preparato.

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