Arrestato Arrivabene nel GP di Singapore, ora c’è la smentita

Arrestato Arrivabene nel GP di Singapore, ora c’è la smentita

Arrestato Arrivabene: la notizia era arrivata come un fulmine a ciel sereno durante lo scorso weekend del Gran Premio di Singapore: si diceva che il team principal della Ferrari Maurizio Arrivabene fosse stato arrestato dalle severissime autorità locali, tenuto in fermo per circa sei ore, e poi rilasciato dopo il pagamento di una penale di 1000 dollari, per “aver prodotto sporcizia” gettando per terra il mozzicone di una sigaretta appena fumata. L’incredibile news è subito rimbalzata su tutti i principali social network e pubblicata anche dal noto giornale sportivo spagnolo Marca. Tanto da sembrare, appunto, una notizia fresca e sicura. Il quotidiano, però, ha cancellato la notizia sul suo sito dopo poche ore e la cosa ha cominciato a sospettare tutti. Anche perché nessun giornale straniero, compresi poi anche quelli più importanti italiani, aveva confermato la soffiata.

Per qualche giorno la notizia è letteralmente “scomparsa”. Fino a quando la televisione locale NewsAsia ha chiesto direttamente alla NEA, l’agenzia nazionale per l’ambiente di Singapore. Quest’ultima ha smentito ufficialmente e, riferendosi al caso-arrivavene, ha definito “false” le notizie uscite sull’argomento: “I rapporti dei media internazionali in materia sono falsi”, hanno detto.

Arrestato Arrivabene: i silenzi ufficiali e le stranezze di questa “bufala”

Dagli account ufficiali della Scuderia Ferrari, della Fia e della Formula 1 silenzio assoluto. Nessun comunicato stampa per smentire la vicenda né tantomeno una postilla, un messaggio o un piccolo post anche per i tantissimi tifosi spaventati.

Notizia falsa, quindi. Ma come mai una news simile è comunque girata su internet se invece risulta essere non vera? E addirittura è stata pubblicata da un sito di tutto rispetto! Qualcuno nel paddock, infatti, confermava di aver visto qualche movimento sospetto. Qualche “testimone oculare” allora ci sarebbe, a questo punto. Ma la smentita ufficiale della notizia sembra, però, mettere a tacere definitivamente qualsiasi gossip e indiscrezione sull’accaduto.

Forse, in tutta questa storia “complicata”, qualcuno non ce la racconta tutta.

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Volevo fare la giornalista fin dall'età di 8 anni. Ora ne ho 22 e non ho cambiato idea. Parlo di Formula 1 e racconto il suono dei motori in pista.

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