Qui Torino: altri punti buttati, granata ancora alla ricerca di un’identità

Qui Torino: altri punti buttati, granata ancora alla ricerca di un’identità

EDITORIALE: QUI TORINO – Il Toro non riesce a reagire con la dovuta brillantezza alla brutta sconfitta di Bergamo, impattando 0-0 con l’Empoli al termine di una gara tanto scialba quanto deludente.

Certamente, le assenze in attacco si sono rivelate un’importante defezione per Mihajlovic (ieri in tribuna per squalifica): senza Belotti e Ljajic il Toro perde la stragrande maggioranza del potenziale offensivo. Il serbo, poi, è l’unico vero uomo di estro e fantasia in avanti, colui che è in grado di risolvere match bloccati in cui le idee scarseggiano. Contro l’Empoli, per dire, Martinez si è trovato costantemente raddoppiato e non è riuscito a far valere le sue doti.

Il rimpianto maggiore del match è probabilmente dovuto all’approccio della ripresa: i granata, infatti, avevano terminato in modo propositivo la prima frazione, controllando il gioco e andando più volte vicini alla rete (di Boyé, Obi e Acquah le occasioni più nette). Segnali che lasciavano presagire una secondo tempo di forcing elevato.

Ed invece, il Toro non è riuscito a produrre alcuna azione degna di nota, lasciando anzi maggiormente il pallino del gioco ai rivali, cresciuti sensibilmente nella seconda parte di gara. In particolare, l’ingresso di Dioussé ha dato più ordine alla manovra della formazione toscana, che ha pure avuto le opportunità per vincere la partita. Le azioni più pericolose – compresa quella di Gilardino – sono arrivate dalla fascia sinistra del Toro.

Ci si sarebbe aspettati una prova di carattere dagli uomini di maggiore qualità, ma né ValdifioriIago Falque sono riusciti a trascinare la squadra. Per quanto Acquah e Obi abbiano disputato un match estremamente generoso, si continuano ad avvertire troppe difficoltà in fase di costruzione, aspetto enfatizzato dall’assenza di Ljajic. Baselli, a causa della pessima prestazione contro l’Atalanta, è entrato solo negli ultimi minuti, fallendo anche una potenziale opportunità nel finale a causa di un pessimo controllo del pallone.

Le uniche note positive provengono dai giovani. Dopo il difficoltoso esordio di San Siro, Boyé sta sempre prendendo più confidenza col calcio italiano. In un contesto non certo facile, ha offerto una prova di personalità che fa ben sperare per il futuro, pur con tutti i (fisiologici) aggiustamenti da compiere. Pure Barreca si è fatto apprezzare per diverse percussioni interessanti sulla fascia e numerosi cross: deve però migliorare in fase difensiva, visto che è stato saltato con troppa facilità. Alla luce del tremendo infortunio di Molinaro (rottura del crociato per il terzino), è un aspetto incoraggiante.

Pur con le attenuanti del caso, questo Toro si sta dimostrando troppo fragile. Soprattutto mentalmente. I punti buttati per strada iniziano a essere  già troppi, soprattutto considerando che finora sono stati affrontati avversari non irresistibili e pieni di problemi. Questa squadra necessita di capire ciò che vuole essere. Per forza di cose, a Pescara dovranno arrivare segnali importanti. Altrimenti, i tifosi avranno tutti i diritti per essere allarmati e delusi.

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