L’irriverente e spericolato Max Verstappen
L’irriverente e spericolato Max Verstappen

L’irriverente e spericolato Max Verstappen

“Ogni pilota ha il suo stile, io ho il mio. Qualche mia attitudine può essere vista in modo critico, ma è solo questione di abituarsi”. A dire queste parole nel corso di un’intervista rilasciata alla televisione olandese Ziggo Sport Total non è un pilota veterano del Circus né tantomeno una leggenda della Formula 1. È invece Max Verstappen, 19 anni il prossimo 30 settembre, giovane pilota della Red Bull finito ormai sotto le attenzioni dei media sia per le sue imprese in pista che per le sue dichiarazioni altrettanto spericolate fuori dall’asfalto.

A rendere Max così interessante è per l’appunto la sua grinta, sia che si trovi dietro gli scarichi di una Ferrari o di una Mercedes, sia che si trovi davanti a una telecamera. Tutti abbiamo in mente la carambola avvenuta fra lui e le due Rosse di Vettel e Raikkonen in partenza a Spa, con le due Ferrari finite con il toccarsi (e perdere posizioni) a causa di una azzardata manovra del giovane olandese, promosso in Red Bull dalla Toro Rosso dopo due gare in questo Mondiale. Vincendo tra l’altro il GP di Spagna diventando il il più giovane pilota ad aver vinto una gara del campionato del mondo di Formula 1 a soli 18 anni, 7 mesi e 15 giorni (battendo il precedente record di Vettel), oltre a diventare il primo olandese a trionfare nella massima competizione.

Max, figlio d’arte di quel Jos Verstappen che non le mandava di certo a dire quando gareggiava, ha subito replicato alle accuse di Raikkonen sentendosi lui la parte lesa nel contatto, facendosi un baffo dei quasi vent’anni che separano lui e il finlandese. E che dire della replica a un pilota simbolo di questo sport come Jacques Villeneuve: “Villeneuve dovrebbe star zitto, guardare a se stesso e alle cose che ha fatto durante la sua carriera. Lui ha ucciso una persona (riferendosi ad un incidente che vide protagonista Villeneuve nel 2001, in cui il commissario di pista Graham Beveridge morì in seguito ad un colpo alla testa ricevuto da una ruota staccatasi dalla vettura del canadese, ndr) quindi non penso proprio che i suoi commenti dimostrino rispetto nei confronti della famiglia del commissario deceduto”. Dichiarazioni quantomeno di personalità in risposta alle accuse che aveva mosso il canadese: “Non si possono spingere gli altri piloti. O farli frenare sul rettilineo. Questo è veramente pericoloso”.

Ma il giovane Max non si è certo fermato qui. A criticarlo è stato anche un certo Niki Lauda, leggenda indiscussa della F1, che aveva parlato così di lui: “Quando Verstappen dice che la colpa è di Kimi per il contatto, è da reparto di psichiatria. I piloti non devono mettersi a rischio a vicenda senza motivo. È andato ben oltre il limite quando non ce n’era bisogno e non si è neanche reso conto che stava sbagliando”. Secca la risposta di Verstappen jr: “Io dovrei andare dallo psichiatra? Allora Lauda dovrebbe accompagnarmi… Abituatevi, ognuno ha il proprio stile, e io il mio. Qualche mia attitudine può essere vista in modo critico, ma è solo questione di abituarsi”. 

Inutile dire che probabilmente le repliche di Verstappen sono dettate anche dalla sua giovane età e dal fatto di sentirsi al centro dell’attenzione. La gara di Monza ha dimostrato che anche l’irriverente Max ha bisogno di crescere per avere continuità, ma se la stoffa e la personalità sono queste – aggiunte a un talento indiscusso – la sensazione è che si sentirà parlare ancora molto di lui. Nel bene e nel male. 

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Appassionato di calcio fin da bambino, ma oltre che per il pallone ho il cuore in gola anche ad ogni partenza di un GP di Formula 1. Enjoy DotSport!

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