Editoriale Genoa – Pavoletti ha un solco lungo il viso che è più di un sorriso

Editoriale Genoa – Pavoletti ha un solco lungo il viso che è più di un sorriso

La partita disputata sul neutro di Pescara sembra il replay della prima contro il Cagliari: un Genoa sottotono nel primo tempo, si fa crocifiggere dall’ex Palladino – medesimamente come fece Borriello una settimana fa – al minuto 34. Il secondo tempo indica la rinascita del Grifone, che pareggia con Gakpè ispirato da Ntcham. Poi è Pavoletti show: Veloso e Izzo sono i detonatori del bomber genoano, fresco di convocazione in nazionale. Crotone – Genoa finisce con un chiaro 1 a 3.

Il copione del regista Juric sarà sempre questo? I primi 45′ saranno sempre funerei per i tifosi genoani, per poi regalare euforia nel secondo tempo? Da queste prime due giornate sembra proprio così. Il Genoa del primo tempo è lento e confuso, messo alle corde da un Crotone non tanto fortunato. Prima che Palladino portasse in vantaggio la sua squadra, Rosi e lo stesso attaccante campano sono stati fermati da due legni che negano la prima vittoria del Crotone in Serie A.

Questo passaggio ci riporta ancora alla partita contro il Cagliari, in cui il neo entrarto Giannetti colpì il legno che diede la luce al pareggio Genoano. Non siamo nella giusta sede per innalzare processi contro la presunta fortuna di Juric o per condannare l’eccessivo masochismo del Genoa, da cui trae linfa vitale la squadra del croato (ndr). Ma possiamo con franchezza affermare che, fortuna o no, il Genoa non si fa abbattere da un semplice svantaggio  maturato in un primo tempo assolutamente da dimenticare. Juric evidentemente lavora anche sull’aspetto psicologico del suo gruppo. Unica nota stonata è Ocampos: troppo lezioso, si punzecchia con Laxalt, in una fascia sinistra che non brilla. Dall’altra parte, da rivedere Lazovic. Acquista crediti Gakpè.

La squadra della seconda frazione ha decisamente un altro passo, orchestra le danze e fa girare il pallone cercando di mettere alle strette il Crotone, tanto che Ntcham trova l’inserimento di Gakpè per il pareggio. Man mano che scorre il tempo, il Genoa prende fiducia. Veloso e Rincon dettano legge a centrocampo e annullano Salzano e Rohden, protagonisti nel primo tempo. Il Genoa si porta prepotentemente in avanti, gudagna metri con un calcio di punizione battuto esemplarmente da Veloso che disegna per Pavoletti un cross perfetto. E’ sorpasso al 55′. E se la fortuna aiuta gli audaci, così è: la squadra di Juric spinge in modo così efficace che un monumentale Izzo imbecca Pavoletti per il terzo gol dopo nemmeno 10 minuti.

Il vero asso è naturalmente Leonardo Pavoletti, così smagliante e attivo sotto porta da far divertire anche i compagni. Vero timoniere della squadra. “Ha un solco lungo il viso”, Pavoletti: chissà come lo battezzerebbe De Andrè, tifoso d’eccezione del Genoa. Giovane, divertente, a tratti romantico bomber di provincia, Pavoletti sicuramente avrebbe emozionato Faber per tali virtù e i valori che incarna.

 Ai microfoni di Sky ha dichiarato: .”Questo è un gruppo meraviglioso, che si diverte a giocare assieme ed ha tanta fame” – continua – “Genoa e Samp prime in classifica? L’anno scorso fu un derby da medio bassa classifica, quest’anno speriamo sia di vertice”.

Queste parole fanno intendere un grande amore per la maglia genoana e allontanano la preoccupazione dei tifosi di vedere Pavoletti con un’altra maglia. L’attaccante pieno di entusiasmo e acclamato dalla piazza, si dice felice della convocazione in nazionale e ringrazia Ventura per la possibilità concessagli.

Adesso “Pavoloso”  ha un solco lungo il viso che è più di un sorriso e cerca di dispensarne altri per il Genoa e i suoi tifosi.

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