Vettel: “Le vetture davanti hanno la priorità, Verstappen dovrebbe capirlo”

Vettel: “Le vetture davanti hanno la priorità, Verstappen dovrebbe capirlo”

Una gara finita alla prima curva quella di Sebastian Vettel che, nonostante una brillante partenza e con la macchina danneggiata, ha cercato di fare l’unica cosa che gli era rimasta da fare: rimanere in pista e combattere per la dignità, l’onore e qualche punto.

Le colpe dell’incidente alla partenza sono da distribuire perfettamente: Sebastian qualcosina in più, Verstappen segue e Raikkonen, poverino, a subire le conseguenze del “panino” rosso-blu.

Il tedesco dice che “riuscivo a vedere Kimi, che era nel punto cieco, e tanto meno Verstappen che stava ancora più a destra. Quindi credo che quello che Max stava cercando di fare non avrebbe funzionato comunque. Ovviamente lui non ha permesso a Kimi di spostarsi all’interno e ad entrambi di passare la prima curva in modo normale. Ci siamo toccati tutti e tre e a me e Kimi è andata male. Naturalmente col senno di poi avrei lasciato più spazio, ma in quei momenti si pensa a uscire dalla curva e alla corsa. Io avevo lasciato spazio per Kimi, ma non per tre macchine. Dopo avevamo la macchina un po’ danneggiata e questo ha compromesso la gara”. E questo è vero. La gara è stata rovinata.

E chissà dove sarebbe potuta arrivare la Ferrari che, a Spa, sperava di fare bene, finalmente.

Sembra un po’ la nuvola di Fantozzi che proprio non vuole allontanarsi da Maranello, e continua a buttar giù acqua senza freno.

“Ho avuto una partenza fantastica, potevo prendere la seconda posizione – ha continuato Vettel. Per fortuna siamo riusciti ad andare a punti avrei potuto fare quinto ma sono rimasto bloccato dal traffico. Credo che il passo ci fosse, potevamo salire entrambi sul podio, ma tutto è finito alla prima curva”. Ah, quanti rimpianti.

Poi, da esperto, il rimprovero al ragazzino Verstappen: “Negli ultimi anni abbiamo imparato che se si va molto all’interno la pista non ti permette niente. Le vetture davanti hanno la priorità, e questa è una cosa che lui dovrebbe capire. A quel punto non c’era modo di entrare in curva senza toccarsi. Non credo che stia a me e Kimi cambiare quello che facciamo, ci rispettiamo l’un l’altro, è solo un peccato quando due macchine dello stesso colore si toccano”.

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Volevo fare la giornalista fin dall'età di 8 anni. Ora ne ho 22 e non ho cambiato idea. Parlo di Formula 1 e racconto il suono dei motori in pista.

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