Qui Juventus – Juventus Fiorentina: Buona la prima!

Qui Juventus – Juventus Fiorentina: Buona la prima!

JUVENTUS FIORENTINA EDITORIALE – La Juventus vista allo Stadium contro la Fiorentina conferma cinque stagioni di successo nel campionato italiano: la superiorità dei bianconeri, apparsi appesantiti dai carichi di lavoro e privi di diversi elementi fondamentali, è apparsa comunque netta davanti a una Fiorentina che comunque potrebbe rappresentare la quarta-quinta forza di questo torneo.

Marchisio e Pjanic infortunati, Higuain fuori condizione (ma autore di un gol decisivo) e almeno due rinforzi: i bianconeri sono ancora un cantiere aperto, ma nonostante ciò non hanno faticato pur lasciando spazio a una distrazione difensiva che in questo inizio di stagione è ormai una sfortunata consuetudine.

In attesa della gara con la Lazio, a livello tattico appare sempre più perfezionato il modulo camaleonte insegnato da Massimiliano Allegri ai suoi: una squadra capace di passare indifferentemente a gara in corso da una difesa a tre a quella a quattro, a seconda delle singole azioni di gioco e non con un modulo precostituito è apparsa evidente a chi, allo stadio, ha potuto studiare (e fotografare le diverse fasi di gioco).

Si parte con una difesa a tre, ma alternativamente Chiellini e Barzagli scivolano sin da subito sulle corsie esterne diventando terzini alle spalle di Alex Sandro e Dani Alves, pronti all’inserimento, mentre i due brasiliani quasi sempre vengono impiegati come vere e proprie ali, andando a rinforzare la difesa solo in rari casi, complice anche la pochezza offensiva dei Viola.

Davanti ai tre difensori non ha sorpreso Mario Lemina, chiamato a fare contenimento e più raramente a scalare come centrale nel momento in cui i due terzini marcatori scalavano sulle fasce in copertura. Un ruolo interessante, nel quale però il Gabonese manca in fase di costruzione di gioco e perde quella qualità che può portare in fase di inserimento.

Non sembra che Marchisio e Pjanic siano comunque adatti a quel tipo di gioco, essendo più portati al lavoro di contenimento in mediana il primo e a quello di regia il secondo. Una diga davanti alla difesa diventa, in questa situazione tattica, indispensabile obiettivo di mercato mentre in una logica che vede Dani Alves e Alex Sandro continuamente impiegati come ali, anche un giocatore esterno capace di alternarsi diventa priorità, essendo Evra e Lichtsteiner ormai considerabili due terzini marcatori (più il secondo del primo).

Assegnare un qualsiasi modulo tradizionale allo schieramento messo in campo dalla Juventus contro la Fiorentina è per questo motivo difficile e inappropriato: la sensazione è che da due anni a questa parte si stia assistendo a un’evoluzione tattica sorprendente in casa bianconera, frutto del lavoro costante di un tecnico che, senza stravolgere le basi del suo predecessore, ha sapientemente progettato un sistema di gioco moderno, innovativo e funzionale agli uomini a sua disposizione.

Non ingannino le sostituzioni conservative a fine gara: in assenza di un ricambio sugli esterni offensivi (Cuadrado?) e con i centrocampisti in debito di ossigeno per via della preparazione, la scelta è apparsa obbligata, per quanto chiaramente indisponente per una tifoseria che ha nel DNA l’insoddisfazione perenne propria dei futuri vincenti.

Un pensiero finale per Gonzalo Higuain, tanto irresponsabile nel presentarsi fuori forma quanto determinante: avere Mario Mandzukic come rivale è una benedizione per lui, stante la scarsa vena realizzativa del croato.
La vera difficoltà starà nello stabilire chi è il re tra l’ex Napoli e Paulo Dybala: a se all’ombra del Vesuvio Higuain era monarca indiscusso e unico accentratore di schemi e palloni, a Torino la diarchia è una necessità ineludibile.
Ma questo è un problema che qualunque squadra vorrebbe affrontare.

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Giornalista, blogger e scrittore satirico. Esperienze a 360° nel mondo della comunicazione e continua voglia di scoprire, imparare e far sorridere i suoi lettori.

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