Il Maledetto United, la recensione

Il Maledetto United, la recensione

 

IL MALEDETTO UNITED, LA RECENSIONE DEL FILM DI TOM HOOPER – Molti pensano che Josè Mourinho sia il suo erede dialettico, altri trovano parallelismi con Antonio Conte. Ma probabilmente Brian Clough è un uomo unico nel suo genere. Sempre sopra le righe, ossessionato dalla sua idea di gioco e dal pallone. Un perfezionista, un ambizioso, un ossessivo. Questo è quello che si evince dopo la visione de “Il Maledetto United“, film del 2009 diretto dal regista premio Oscar, Tom Hooper.

1974, la nazionale inglese non si qualifica per i mondiali ed il tecnico Alf Ramsey viene sostituito dall’allenatore del Leeds United, Don Revie. Per sostituire uno degli allenatori più vincenti della storia del Leeds United, viene chiamato Brian Clough, famoso per aver scalato l’olimpo del calcio inglese con il modesto Derby County. Proprio quando il Derby County era in seconda divisione, Clough ed il suo fidati assistente Tayolr, sfidarono il Leeds di Revie in coppa.

Ed proprio a Leeds che Clough si accorse di quanto fossero scorretti i giocatori avversari e di quanto il suo mito Revie fosse un po’ troppo altezzoso. Una delusione per Clough che però può essere occasione di rivincita. Andando contro tutto e tutti, accetta la panchina del Leeds ed accetta la sfida di superare il maestro Revie. Ma una volta giunto nella cittadina inglese, si accorge di come in realtà tutti i giocatori del Leeds siano scettici nei suoi confronti e di quanto siano viziati.

Inizierà una vera e propria guerra tra mister e giocatori che lo porterà inevitabilmente alle dimissioni dopo sole 7 partite. Ma non tutto il male viene per nuocere e la fantastica scena in cui Brian Clough supplica il suo assistente Tyler di tornare a far coppia con lui per andare a Nottingham ce lo dimostra. Ed è proprio così che il film si chiude, con Clough pronto a firmare per una nuova sfida: il Nottingham Forest. E tutti sappiamo cosa farà Clough con il Nottingham Forest.

“Il Maledetto United” focalizza la sua attenzione sulla figura di Clough come persona, rovesciando i canoni ed i cliché del tipico film sportivo. Non è un elogio, né tantomeno prova ad esserlo; è semplicemente un racconto, una trasposizione filmica di quella che è la biografia di uno degli allenatori britannici più vincenti, che si focalizza proprio sulla persona. Notiamo infatti come sia asente la tipica struttura del film sportivo, quello della scalata verso la vittoria, preferendo il racconto dell’uomo nel suo momento peggiore. Quei giorni infernali che che vedono un allenatore come Clough con le spalle al muro, con squadra e tifoseria contro ( i cartelli con scritto “Enough with Clough” erano ovunque ad Elland Road, casa del Leeds) che però vengono alternati da flashback che poco a poco vanno a costruire la storia calcistica di Clough e la sua personalità.

Solo lo stile tipico inglese, con i suoi film d’attori, può raccontare una personalità contorta come quella di Clough. E solo un’interpretazione magistrale come quella di Michael Sheen poteva rendere onore a Clough. Un Clough sfacciato, arrogante con tutti e pronto a dichiarare guerra a chiunque pur di stabilire il suo ideale. Una personalità eclettica, che divide ma che allo stesso tempo affascina. Ed è proprio questo il risultato del film di Hooper: un ritratto senza giudizio di un uomo solo contro tutto e tutti. “Il Maledetto United” è un film che va oltre il cinema sportivo, un film in cui lo sport fa da pretesto per raccontarci il genio e la sregolatezza (dialettica) di un genio del calcio.

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Studente di cinema e giornalismo con la passione per lo sport. Calcio e film sono il mio pane quotidiano. Curo per DotSport la rubrica "Cinema e Sport" in cui parlo di film che si legano al mondo sportivo in ogni sua forma. Perchè lo sport, come il cinema, è anche intrattenimento.

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