Pescara-Napoli 2-2, le pagelle: Mertens e Caprari superstar, serata da incubo per Insigne

Pescara-Napoli 2-2, le pagelle: Mertens e Caprari superstar, serata da incubo per Insigne

Alla fine Maurizio Sarri l’ha ripresa con i cambi. Perché se non fosse stato per l’entrata in campo di Milik e Mertens, in luogo degli evanescenti Insigne e Gabbiadini, a quest’ora staremmo parlando della prima sorpresa stagionale, la sconfitta del Napoli sul campo del Pescara neopromosso. Una squadra bella e propositiva quella di Oddo che, dopo un primo tempo splendido, è calata alla distanza cedendo alla forza degli avversari ma riuscendo ad evitare una sconfitta che sarebbe stata ingenerosa. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, quest’anno all’Adriatico ci sarà da divertirsi.

PESCARA voto 7

Bizarri 6.5: primo tempo da spettatore o quasi, ma qualche buon intervento c’è. Nella riprese può poco sulle due reti di Mertens, evita il peggio sulle bordate di Milik;

Biraghi 6: come tutto il reparto difensivo, paga la stanchezza dopo un primo tempo ottimo;

Coda 5: si destreggia bene fino al tragicomico liscio che costa il 2-2 (dal 71′ Zuparic 6: rischia il patatrac alzando troppo la gamba su Zielinski. Buon per lui che l’addizionale Rocchi corregga la decisione dell’arbitro. Poi tiene bene nei minuti finali);

Gyomber 5.5: ha vita facile con Gabbiadini, meno con Milik. Qualche imprecisione di troppo in fase di impostazione ma, del resto, non sarebbe nemmeno il suo compito;

Zampano 6: Mertens lo salta secco in occasione del 2-1. Si tratta dell’unica sbavatura di una partita comunque sufficiente;

Cristante 6: dal Da Luz all’Adriatico l’ex Milan è ancora quel prospetto di belle speranze che Galliani lasciò incredibilmente andar via. La speranza è che a Pescara il suo talento sbocci definitivamente. L’esordio costituisce un robusto indizio in tal senso;

Memushaj 6.5: tra i migliori del ruolo in cadetteria. non paga l’emozione della massima serie. E’ il giocatore di trama e ordito del sistema di Oddo. Tutto passa dai suoi piedi, a ragion veduta (dal 64′ Manaj 5.5: entra nel momento peggiore dei suoi, costretti all’angolo da un Napoli finalmente arrembante. Dovrebbe tenere palla e far salire la squadra, in realtà ne becca pochissime);

Benali 7: esordio in A con gol (e che gol!). Addirittura tracimante nel primo tempo, con i centrocampisti del Napoli che non riescono a leggere i movimenti, cala anche lui con il passare dei minuti;

Brugman 6.5: quantità e qualità per uno cui Oddo non rinuncerebbe mai. E nella prima mezz’ora si capisce perché. Poi è costretto ad arretrare il raggio d’azione, andando in soccorso dei compagni di reparto in difficoltà. Ma la lucidità è una dote che non si insegna e che non sente fatica (dall ’86’ Crescenzi s.v.);

Caprari 7: Koulibaly e Albiol passano una serata molto meno tranquilla del previsto, perché il ragazzino è praticamente ovunque, scompare e poi riappare per un tocco decisivo, una sponda, un gol (il secondo) che è il manifesto calcistico del Pescara di Oddo. Questa squadra è costruita su misura per lui, se mantiene i piedi per terra inutile porgli dei limiti;

Verre 6: meno in evidenza del compagno di delantera, ma fa comunque il suo;

All. Oddo 7: riprende da dove aveva lasciato. Una squadra forte, sbarazzina (in certi momenti anche troppo), che non ha paura di giocare divertendo e divertendosi. Bisogna migliorare nella gestione della gara, soprattutto se incanalata su binari più che positivi come quelli al 45′, ma il materiale a disposizione sembra di prima qualità. E il tempo è dalla sua parte.

NAPOLI voto 6

Reina 5.5: beffato da Benali sul primo gol, può poco sul siluro ravvicinato di Caprari;

Hysaj 5.5: spinge molto meno rispetto a quel che ci si aspettava (legittimamente) da lui, costringendo Callejon a fare i conti con il raddoppio sistematico degli avversari. Conclude in crescendo ma è ancora il lontano parente del terzino ammirato la scorsa stagione;

Koulibaly 5: dopo una stagione praticamente perfetta, sono riaffiorati i vecchi fantasmi. Sbavature e insicurezze che sembravano dimenticati, riproposte al cospetto di Caprari che ringrazia e vola a far danni incalcolabili. Che c’entri la (complessa) trattativa per il rinnovo?

Albiol 5: stesse difficoltà del “gemello diverso”. Caprari è imprendibile e lo spagnolo si arrangia come può, non sempre nella maniera giusta;

Ghoulam 5.5: dalla sua parte il Napoli attacca di più e l’algerino un paio di palloni interessanti in mezzo li mette. Peccato, però, che sia anche lui correo del raddoppio pescarese;

Allan 6: costretto a correre per due, financo per tre, non può essere anche lucido. Almeno non in questa fase iniziale di campionato. E’ comunque uno di quelli che il suo lo fa sempre e che non manca mai di farsi sentire. Con le parole e, soprattutto, i fatti;

Valdifiori 5: se il Napoli del primo tempo è un tempo di gioco più lento rispetto al recente passato la responsabilità è anche sua. L’impressione è che non sia mentalmente pronto per questo tipo di piazze, tanto più dopo un’estate passata con le valigie in mano;

Hamsik 5.5: finisce preda di una di quelle serate anonime che ogni tanto lo colgono. E se non gira lui non gira il Napoli (dal 72′ Zielinski 6: entra che si vorrebbe mangiare il campo e qualcosa di quel che sa fare lo lascia intravedere. Si conquisterebbe anche il rigore del possibile vantaggio che, però, l’arbitro decide di non accordare su segnalazione di Rocchi);

Callejon 6: soffre e tanto il non poter giocare con e sulle sovrapposizioni di Hysaj. Ma lo spagnolo è uno dei pochi a rendersi pericolosi anche nel primo tempo con un destro al volo saettante che costituisce l’unico serio problema nei primi 45′ minuti di Bizzarri. Poi il solito generoso apporto in scatti e allunghi. Il resto verrà;

Insigne 4: abulico, svogliato, svuotato da ogni energia. Peccato che si sia ad inizio campionato e non alla fine. Più che i procuratori dovrebbe lasciar parlare il campo e i suoi piedi. Stasera non è accaduto (dal 53′ Mertens 8: entra e cambia la partita ben al di là dei due gol. Sarri non può tenerlo in panchina in questo momento);

Gabbiadini 5: l’eredità che deve raccogliere è pesante e il Napoli del primo tempo non aiuterebbe nemmeno il miglior Higuain. Lui, però, ci mette del suo, giocando a nascondersi alle spalle della linea difensiva avversaria che ringrazia, prende e porta a casa. Verranno tempi migliori (dal 53′ Milik 6.5: che si trovasse a meraviglia con Mertens lo si sapeva. Così come si sapeva che un simile mix di tecnica e fisicità può tornare buono in ogni occasione. Solo i riflessi di Bizzarri gli negano il gol all’esordio);

All Sarri 5.5: azzecca i cambi anche perché la formazione iniziale non paga i dividendi sperati, soprattutto nei due elemneti chiamati a far da subito la differenza (insigne e Gabbiadini). Di positivo c’è che le indicazioni di questa sera gli torneranno molto utili in futuro.

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Laureato in Giurisprudenza e giornalista professionista, da piccolo sognavo di diventare calciatore, giocatore di basket, pilota di Formula 1. Scrivere di tutte queste cose mi ha permesso in qualche modo di realizzare quei sogni.

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