FOCUS – Marco Borriello, professione Bomber

FOCUS – Marco Borriello, professione Bomber

Domanda:”Quanto è stato difficile convincere la critica che sei un giocatore vero, non solo un’icona gossip?”
Borriello:”Molto, davvero. In campo ho sempre dovuto faticare il doppio.” (Fonte: Gazzetta.it)

Il breve botta e risposta sopra riportato dice molto sulla duplice realtà in cui vive Marco Borriello, una condizione comune a molti, se non la maggioranza, degli atleti del calcio moderno. Da un lato la vita sportiva, fatta di pallone, partite, allenamenti, contrasti, gol e interviste post-gara; dall’altro la vita mondana, fatta di gossip, paparazzi, discoteche e avventure galanti. Due aspetti che nel trentaquattrenne originario del quartiere di San Giovanni Teduccio a Napoli hanno sempre convissuto in modo complementare, con il secondo che talvolta ha preso decisamente il sopravvento sull’ambito calcistico. Ma, andando con ordine, chi è Marco Borriello?

GLI INIZI: IL MILAN, IN GIRO PER L’ITALIA, BELEN

San Giovanni Teduccio è un quartiere “difficile” della Napoli est dove il giovane Marco è nato e cresciuto, insieme ai due fratelli Piergiorgio e Fabio, anche lui calciatore. Perso il padre a soli 11 anni a causa della camorra, a 14 anni riesce ad entrare nelle giovanili del Milan, dove compie tutta la trafila fino ad arrivare alle soglie della prima squadra. Era il Milan post-Sacchi, quello di Savicevic, Baggio e Weah, ma anche di Reiziger, Ziege e Dugarry. Inizia poi a 19 anni la sua peregrinazione in giro per l’Italia per farsi le ossa: Treviso, dove giocherà solo con la Primavera; Triestina, dove esordirà e farà il suo primo gol da professionista conquistando una promozione in C1 ed ancora Treviso, con cui nell’anno pre-Mondiale coreano totalizzerà 27 presenze e 10 reti nella terza serie. Il Milan nota i progressi del giovane campano, a cui dà fiducia nella stagione successiva facendolo anche esordire in A ed anche in Champions League nella sconfitta per 1-2 con il Lens. Borriello ha però poco spazio e da gennaio 2003 fino a tutto il 2007 sarà protagonista di un altro giro di prestiti inframmezzati da qualche presenza in rossonero: Empoli (dove realizzerà il suo primo gol in Serie A), Reggina, Sampdoria e nuovamente Treviso le tappe del centravanti, soprannominato “Kiss Kiss Bang Bang” dal poliedrico telecronista rossonero Pellegatti. Soprannome non certo dato per caso, vista la crescente notorietà che Borriello sta acquisendo in ambito extra-calcistico sopratutto grazie alla sua storia con la showgirl argentina Belen Rodriguez.

MATURITA’ CALCISTICA: CANNONIERE COL GENOA, DAL MILAN ALLA NAZIONALE PASSANDO PER ROMA

Siamo a fine 2006 e la carriera di Borriello sembra essere seriamente messa a rischio. Un controllo antidoping a seguito di un Milan-Roma lo fa risultare positivo a sostanze dopanti che gli costano tre mesi di squalifica e la perdita del posto in squadra. Dal canto suo il giocatore afferma di non aver ingerito consapevolmente tali sostanze, ma l’antidoping è inflessibile. Viene quindi ceduto al Genoa nell’estate del 2007 e per Borriello è una vera e propria esplosione: All’ombra della Lanterna dimostrerà tutte le sue qualità, ovvero fisico, buona coordinazione e senso del gol, che lo faranno diventare il terzo marcatore del campionato dopo la coppia della Juventus Del Piero-Trezeguet con 18 reti. Stagione della consacrazione anche in Nazionale dove esordisce il 6 Febbraio del 2008 a Zurigo in amichevole con il Portogallo. Il Milan torna a credere in lui e lo paga 7.5 milioni di euro ai genovesi, e nelle successive due stagioni con i rossoneri arriverà a 75 presenze e 21 reti totali, di cui 15 solamente nel 2009/10 risultando il miglior marcatore della squadra insieme a Ronaldinho. Nel 2010 passa poi alla Roma, in cui alternerà buone prestazioni a periodi di apatia calcistica. Il bilancio parla di 65 presenze e 18 reti, ma sarà sopratutto in prestito che Borriello tornerà a far parlare di sè.

JUVENTUS, GENOA, INGHILTERRA E QUEL GOL AL CESENA

Nel Gennaio del 2012 la Juventus lo prende in prestito per dare un ricambio ai suoi attaccanti titolari, dove Borriello parte come quinta punta dietro a Del Piero, Matri, Quagliarella e Vucinic. Sarà tuttavia protagonista anche lui del primo scudetto del quinquennio bianconero, segnando il gol di una vittoria fondamentale a Cesena il 29 Aprile del 2012. Gol che, ironia della sorte, condannerà proprio il Milan ad un secondo posto finale dopo un testa a testa entusiasmante con i bianconeri.
La Juventus tuttavia non riscatterà il centravanti, che tornerà alla Roma e successivamente sarebbe tornato in prestito nuovamente al Genoa, poi con gli inglesi del West Ham e nuovamente al Genoa nel 2015, stavolta a titolo definitivo. Nell’estate dello stesso anno lo acquista il neopromosso Carpi, che dopo 15 presenze e 4 reti lo cede all’Atalanta a Gennaio, dove realizzerà lo stesso numero di gol per un totale di 8 realizzazioni.

BORRIELLO, DESTINAZIONE SARDEGNA?

A fine anno il club bergamasco non gli ha rinnovato il contratto e Borriello è ora svincolato, alla ricerca di una squadra che possa permettergli di giocare ancora una volta in Serie A e chiudere degnamente, a 34 anni, la propria carriera. Che sia la Sardegna ed il rampante Cagliari dell’ambizioso presidente Giulini l’ambiente giusto per “Kiss Kiss Bang Bang”? Lo scopriremo, probabilmente, molto a breve.

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