Cecilia Zandalasini, la Steph Curry del basket italiano

Cecilia Zandalasini, la Steph Curry del basket italiano

Per la ESPN è il quarto prospetto mondiale dell’annata 1996. Per tutta l’Italia cestistica la stella assoluta dell’Europeo Under 20 femminile che ha visto le ragazze di coach Riga arrendersi soltanto alla Spagna negli ultimi secondi della finale. Più semplicemente, però, Cecilia Zandalasini è una grande giocatrice di pallacanestro. Probabilmente la migliore. Indipendentemente da età, squadra di provenienza (la Famila Schio) e attestati di stima successivi alla manifestazione continentale che l’ha vista protagonista assoluta: MVP, inclusione nel quintetto ideale e una finale da 28 punti (12/24 al tiro), 10 rimbalzi e 5 assist.

Che fosse una predestinata era chiaro già da un po’. Magari da quando ha cominciato a prendere il pallone da basket in mano. Lei che, fino ai 12 anni, ha giocato nella squadra maschile della sua Broni (dove è nata il 16 marzo 1996) prima di trasferirsi al Geas di Sesto San Giovanni, la prima società a puntare con decisione su di lei. Con i dividendi, intesi come vittorie, pagati fin da subito: vittoria alle finali nazionali Under 15 (25 punti nell’atto decisivo contro la Reyer Venezia ed ovvia elezione nel miglior quintetto), prodromica alla “doppietta” (scudetti Under 17 e Under 15) della stagione successiva. Sempre da protagonista, sempre una spanna sopra le altre. Come al suo primo Europeo con la Nazionale Under 16, a Cagliari: medaglia di bronzo e scontata inclusione nella formazione ideale.

L’anno di svolta, anzi della consacrazione, è il 2012. Altri due scudetti (Under 17 e Under 19, sempre contro la malcapitata Reyer Venezia, “omaggiata” di una doppia doppia da 20 punti e 12 rimbalzi nella finale di San Martino di Lupari) e, soprattutto, l’Europeo Under 16 di Miskolc da stella assoluta, con la finale (persa) contro la Spagna caratterizzata da un memorabile duello all’ultimo canestro con Angela Salvadores.

Arriva, però, il momento di passare senior e Cecilia lo fa gradualmente. Prima con un doppio tesseramento che le consente di giocare tanto con le giovanili della Geas quanto con la Pallacanestro Broni, poi con un 2013/14 interamente dedicato all’A2 con la squadra di Sesto San Giovanni: 15.7 punti e 6 rimbalzi di media in poco più di 28 minuti a partita. E la soddisfazione della prima convocazione nella Nazionale maggiore in occasione dell’All Star Game. Dopo l’ennesimo trionfo a livello giovanile (scudetto Under 19 a scapito, manco a dirlo, della “solita” Reyer), il passaggio alla Famila Schio, squadra campione d’Italia in carica e vincitrice della Supercoppa di categoria.

Inevitabile per una che sembra non riuscire proprio a smettere di vincere. In passato, presente e, con tutta probabilità, anche in futuro.

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Laureato in Giurisprudenza e giornalista professionista, da piccolo sognavo di diventare calciatore, giocatore di basket, pilota di Formula 1. Scrivere di tutte queste cose mi ha permesso in qualche modo di realizzare quei sogni.

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