NBA Finals live: recap gara 4

NBA Finals live: recap gara 4
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Segui la diretta e le News delle Nba Finals 2015 su Dotsport – nella notte italiana alla Quicken loans arena si è giocata la gara 4 tra Cavs e Warriors

Erano 20,562 i presenti alla Quicken Loans Arena, per vedere se LeBron James e compagni sarebbero riusciti a vincere ancora dopo le straordinarie prestazioni delle due gare precedenti.

Appena conclusa gara 4 a Cleveland, Illinois, dove i Cavaliers non sono riusciti a tenere il passo dei Golden State Warriors, perdendo una sfida che gli avrebbe permesso di mettere un’importante ipoteca sulla vittoria finale.

Un’incontro spettacolare ed intenso che però vede i padroni di casa arrendersi molto presto nell’ultimo quarto di gioco, provati da una partita ed una serie estenuante sia fisicamente che mentalmente.

Steve Kerr, allenatore dei Golden State Warriors, decide di cambiare le carte in tavola, modificando il suo quintetto base e giocando senza un centro puro; i titolari per i Warriors sono Curry, Thompson, Iguodala, Barnes e Green. Questo per permettere ai suoi di avere una grande fluidità in attacco, con tutti i giocatori pericolosi sia in avvicinamento che dall’arco, ma soprattutto perchè tutti (tolto Curry) possano in caso di necessità accoppiarsi con LeBron James in difesa.

Golden State sapeva bene di dover vincere questa partita (nessuna squadra ha mai recuperato essendo sotto 3 a 1 nelle NBA Finals), seguendo il loro piano di gioco e con le ottime prestazioni di Andre Iguodala e Stephen Curry riescono a vincere la gara del pareggio prima di tornare a giocare sul loro campo.

Gara 4: Cleveland Cavaliers vs Golden state Warriors, 82-103; serie pari 2-2
Il Recap

Primo Tempo:

L’inizio della gara è sotto il segno dei Cavaliers, che si portano in vantaggio con un parziale di 7 a 0, con un assist di James tra i più belli della stagione, costringendo Kerr a spendere presto un timeout.

Non tarda però la risposta di Golden State che recupera e si porta in vantaggio, nonostante i problemi nel contenere a rimbalzo i due lunghi di Cleveland.

Il primo quarto segue delle linee guida precise, James cerca di risparmiare le energie, facendo girare bene la squadra e sfruttando un Mozgov particolarmente ispirato in attacco. Arrivando addirittuara a vedere 2 isolamenti di Dellavedova contro Curry, non sempre bellissimi da vedere. In difesa battezzando Iguodala dalla lunga distanza e continuando a pressare e raddoppiare Curry in ogni occasione possibile.

I Warriors eseguono molto bene e quando trovano il loro ritmo sono incontenibili, arrivando sempre a prendere dei tiri comodi dall’arco, guidati da un Draymond Green che dopo qualche difficoltà sembra aver ritrovato la sua verve e che li guiderà a chiudere la prima frazione a +7.

Nella maggior parte della gara, Golden State sembra aver ritrovato il suo ritmo, specialmente nelle uscite dai timeout, con la squadra che esegue molto bene i giochi disegnati da Kerr che portano sempre a tiri comodi.

È durante l’inizio del secondo quarto, con James in panchina, che arriva il primo tentativo di spaccare la partita da parte di Curry e compagni, andando a cercare mismatch favorevoli, attaccando Dellavedova vicino a canestro con giocatori più prestanti fisicamente.

L’ingresso di Bogut in campo (titolare fino a gara 3) è a 5:30 minuti dalla fine della seconda frazione di gioco. Il lungo australiano non sembra aver gradito la decisione del suo allenatore e entra molto nervoso e aggressivo.

Dopo aver commesso un primo fallo evitabile nei primi secondi in campo, spende anche il suo secondo, atterrando James durante una penetrazione sulla linea di fondo con una violenza non necessaria. Il contatto spedisce James nelle prime file dietro al canestro, dove la stella di Cleveland impatta con una telecamera procurandosi due tagli in testa.

Dopo un timeout chiamato da David Blatt, durante il quale gli arbitri decidono tramite l’instant replay che il contatto era da considerarsi un normale fallo “di gioco”, James insiste per rientrare immediatamente per tirare i liberi grazie anche allo staff della squadra che è riuscito a fermare la fuoriuscita di sangue dai tagli.

Nonostante il terzo fallo di Bogut arrivi poco dopo, giocando di squadra e con un Green molto ispirato, i Warriors riescono a portarsi sul +15 negli ultimi minuti del secondo quarto.

I Cavaliers continuano a dominare a rimbalzo ma Golden State attacca e difende con un’altro spirito rispetto alle gare precendenti chiudendo il primo tempo in vantaggio di 12 lunghezze il primo tempo.

Per Cleveland i dati più allarmanti sono il terzo fallo di J.R. Smith a fine quarto, che insieme a Shumpert non riesce a trovare ritmo offensivo per tutta la partita, e la differenza di punti segnati dalle due panchine: mentre sono 11 i punti realizzati da quella dei Warriors, per i padroni di casa sono solo 2 i punti messi a referto.

Secondo Tempo:

Nella ripresa i Warriors riprendono da dove avevano lasciato, portandosi a +15 con un tiro da 3 punti di Iguodala ancora battezzato dagli avversari, ma Cleveland sembra credere nella rimonta e risponde immediatamente con due canestri dall’arco di un Dellavedova che non sembra però aver recuperato completamente dallo sforzo di gara 3.

I Cavs si rifanno sotto tornando ad una sola cifra di svantaggio, grazie soprattutto ad un James più aggressivo e a Thompson e Mozgov incontenibili sotto canestro.

Verso la fine del terzo quarto la rimonta sembra completa, quando la squadra di casa arriva a -3 grazie a un alley oop tra Delly (il soprannome del nuovo idolo di Cleveland Dellavedova) e LeBron James che completa un parziale di 12 a 0 per la squadra di casa.

A raffreddare gli entusiasmi dell Quicken Loans Arena è però Curry che chiude la terza frazione di gioco segnando dall’arco, con uno step back marcato da Tristan Thompson.

L’ultimo quarto si apre quindi con i Warriors avanti di 6 punti.

Come nelle frazioni precedenti, coach Blatt cerca di far riposare James nei primi minuti ma, le difficoltà in attacco di Shumpert e Smith e la stanchezza iniziano a farsi sentire per i Cavaliers che buttano via i primi 3 attacchi del quarto, permettendo ai Warriors di tornare a +10 in meno di due minuti di gioco.

Il rientro di LeBron porta al quarto fallo di Green ma ormai Golden State sembra aver ritrovato il suo ritmo in attacco e anche la stella di Akron sembra far fatica a trovare le energie per impostare una rimonta.

Sono una stoppata di Barnes proprio su James e i seguenti due canestri di Curry a portare gli ospiti a distanza di sicurezza che, in vantaggio di 13 punti, non accennano a rallentare. Come nella prima metà della partita sono i giocatori dalla panchina a fare la differenza, Livingston serve a Iguodala uno degli assist più belli della partita, permettendo al compagno di squadra di segnare un comodo tiro da 3 punti dall’angolo.

A nulla serve il quinto fallo di Green o il 28esimo punto di Mozgov, Cleveland non ha le energie per provare a rientrare.

Una palla rubata di Iguodala e 2 tiri liberi di Livingston portano i Warriors ad un vantaggio di 17 punti a 3 minuti dalla fine. Blatt decide di dare un po’ di riposo ai suoi titolari in vista di gara 5 facendo entrare la panchina e alzando bandiera bianca.

La partita finisce 103 a 82 premiando la strategia vincente di coach Kerr e un Curry che sembra aver ritrovato il suo ritmo in attacco.

Gara 5 si terrà Domenica notte all’Oracle Arena a Oakland.

TABELLINO:

Golden State Warriors: H.Barnes 14, A. Iguodala 22, D. Green 17, K. Thompson 9, S. Curry 22, D. Lee 9, S. Livingston 7, L. Barbosa 2, A. Bogut 0, M. Speights 1, J. Holiday 0, J. McAdoo 0, F. Ezeli ne

Quintetto: Curry, Thompson, Iguodala, Barnes, Green

Cleveland Cavaliers: L. James 20, T.Thompson 12, T. Mozgov 28, I. Shumpert 5, M. Dellavedova 10, J.R. Simth 4, J. Jones 0, K. Perkins 2, J. Harris 1, M. Miller 0, B. Haywood ne, S. Marion ne

Quintetto: Dellavedova, Shumpert, James, Thomas, Mozgov

Note

Assist: L. James 8

Rimbalzi: T. Thompson 13, L. James 12

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