I grandi allenatori: Vicente Del Bosque

Vicente Del Bosque

Vicente Del Bosque Gonzalez nasce il 23 dicembre 1950 a Salamanca, in Spagna. Dal 2008 è l’allenatore della nazionale spagnola.

Cresciuto nelle giovanili del Real Madrid, dopo una stagione di pratica nel Plus Ultra, torna nel Real Madrid dove, dal 1970 al 1984, giocherà come centrocampista difensivo collezionando 18 presenze con la nazionale spagnola e vincendo cinque scudetti e quattro coppe internazionali.

La carriera di allenatore di Del Bosque continua ad essere legata a doppio filo al Real Madrid anche al termine della carriera da giocatore: nel 1987 inizia ad allenare il Real Madrid B, seconda squadra del club spagnolo e negli anni successivi guiderà la primavera delle Merengues. Dopo due avventure come allenatore ad interim, nel ’94 e nel ’96, nel novembre del 1999 arriva finalmente la chiamata ad allenare la squadra capitolina, al posto dell’esonerato John Toshack.

Nelle quattro stagioni in cui ha allenato il Real, arrivano 2 coppe dei Campioni, una Intercontinentale, una Supercoppa Europea, due scudetti e una supercoppa di Spagna ma, come spesso accade alla corte dei Galacticos, i risultati non bastano per la riconferma: nel 2003 lascia il Real per approdare al Besiktas, ambizioso club turco. Mentre il Real cambierà sette allenatori in quattro anni, senza vincere trofei, per Del Bosque l’avventura è altrettanto sfortunata: esonero nel 2004-2005 e pausa di riflessione che durerà tre anni, prima di iniziare l’avventura con la nazionale spagnola, in sostituzione di Luis Aragones.

Sotto la sua guida le Furie Rosse otterranno due successi prestigiosi: per la prima volta diventeranno campioni del mondo nel 2010, e nel 2012 si riconfermeranno campioni d’Europa. Dopo due esperienze negative, ai mondiali brasiliani nel 2014 e agli Europei del 2016, decide di ritirarsi, con un record personale di 114 partite dirette ottenendo 89 vittorie, 8 pareggi e 17 sconfitte.

A livello personale ha vinto due volte il premio UEFA come miglior allenatore dell’anno, e un premio FIFA come miglior tecnico del 2012. Nel 2011, Re Juan Carlos l’ha nominato primo marchese di Del Bosque.

Amava giocare con un 4-5-1 offensivo, con una punta centrale che approfitta del lavoro dei centrocampisti offensivi, fungendo sia da boa per il loro inserimento che da terminale offensivo. Il suo punto di forza era la gestione dello spogliatoio e la capacità di tirar fuori il meglio dai giocatori che allena. Rispettato e considerato dal gruppo è sempre stato capace di dialogare con campioni di primo livello.
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