L'(in)spiegabile crisi dell’Inter e il pugno duro della dirigenza nerazzurra

L'(in)spiegabile crisi dell’Inter e il pugno duro della dirigenza nerazzurra

CRISI INTER – IL RITIRO. Tutti in ritiro. Questa la sintesi del comunicato stampa diramato ieri dall’Inter, che annunciava la clausura di tecnico e giocatori fino alla partita di domenica sera contro il Napoli.

 

Sul sito ufficiale dei nerazzurri si può leggere come la Società confermi la fiducia a mister Pioli e allo staff tecnico, per un lavoro eccezionale fin qui svolto dopo che “Pioli si è unito all’Inter in un momento particolare (esonero di Frank De Boer, ndr)“. Ma il passaggio più importante riguarda i giocatori, invitati a “rappresentare i colori nerazzurri con orgoglio e onore, come si addice alla storia e alla tradizione di questo grande Club”. Una bella stoccata che la società nerazzurra ha voluto lanciare ai suoi tesserati, decisamente molli in campo nelle ultime cinque partite, dove l’Inter ha raccolto la miseria di solo due punti.

CRISI INTER – DUE PUNTI IN CINQUE PARTITE. Dopo le brillanti vittorie contro Cagliari e Atalanta (rispettivamente per 5 a 1 e 7 a 1), la banda di Pioli ha pareggiato a Torino (2 a 2), perso in casa con la Sampdoria per 2 a 1, perso con lo stesso risultato a Crotone, pareggiato il derby col Milan per 2 a 2 facendosi rimontare due gol negli ultimi dieci minuti e perso clamorosamente a Firenze per 5 a 4.

CRISI INTER – UNA DIFESA COLABRODO. Tredici gol incassati in cinque partite sono il chiaro segno che qualcosa in difesa si è rotto, e probabilmente anche nello spogliatoio: rilassatezza dopo due larghe vittorie, delusione per un terzo posto che diventava sempre più impossibile e qualche grana fra i giocatori sono forse la causa di questa crisi inspiegabile, almeno fino a un certo punto.

CRISI INTER – LE MANCANZE SOCIETARIE. Sì, perché l’Inter ha dei problemi anche a livello societario, a partire dai ruoli dirigenziali. Ausilio-Zanetti-Zhang sono un trio anomalo, quantomeno dal punto di vista decisionale. L’ex Capitano nerazzurro ha il chiaro ruolo di rappresentare la continuità con la storia del Club e di fare da tramite coi giocatori, mentre Ausilio è l’unico che ha l’esperienza e la conoscenza sportiva maturata nell’era morattiana, cosa che la proprietà (Suning-Zhang) non ha e che le impedisce di prendere decisioni a livello strettamente calcistico e di campo. Unico problema: i risultati non sono arrivati e forse Ausilio dovrebbe fare posto, come direbbe Ligabue in “Una vita da mediano”. Ma il rinnovo fino al 2020 è il chiaro segnale che un’alternativa dirigenziale non esiste.

CRISI INTER – GIOCATORI FORSE NON ALL’ALTEZZA. Il richiamo della società ai giocatori è forse tardivo, ma comunque un segnale che l’Inter non può permettersi figuracce, soprattutto nei confronti dei suoi tifosi, sempre fedeli ai colori e alla squadra, come ben testimoniano le presenze record allo stadio. E da questo punto di vista in molti non meritano di vestire questa maglia, non ben consapevoli della storia di questo Club.

Forse la prospettiva di arrivare sesti qualificandosi al doppio turno preliminare di Europa League non ben si addice alle spiagge della Sardegna o delle Maldive. Che vacanze sarebbero? Ma forse pensiamo troppo male. Forse…

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