L’EDITORIALE – Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? In tutti i casi, sveglia!

L’EDITORIALE – Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? In tutti i casi, sveglia!

L’EDITORIALE – Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? In tutti i casi, sveglia! La Juventus vista ieri al Friuli è stata una delle più brutte dell’intera stagione. Una squadra apparsa per lunghi tratti lenta, annoiata, presuntuosa, e quindi indolente nel modo di gestire una gara che l’ha comunque vista subire una rete fortunosa (tiraccio di Zapata che con uno strano rimpallo è passato sotto a Buffon) e vittima di almeno un altro paio di clamorosi episodi arbitrali. In barba a chi piange e ha il coraggio di dire il contrario, cioè a dire che i bianconeri sarebbero loro favoriti dalle ex giacchette nere. Forse a questi signori andrebbero fatti rivedere episodi come il fallo di Samir su Dani Alves, tramutato invece per assurdo in punizione contro, dal cui sviluppo è nato il vantaggio Udinese. Anche se dubitiamo che la cosa potrebbe servire a far togliere le fette di salame dagli occhi di alcuni.

Ma, ovviamente, limitarsi agli episodi, seppur importanti, per giustificare un punto ottenuto a Udine (o due persi, dipende come si guarda al bicchiere) non sarebbe corretto, né da Juventus. E allora, come accennato qualche riga sopra, la squadra di Allegri, che poteva applicare un certo turnover e impostare meglio la gara, è parsa sotto tono, e non pensiamo si trattasse solo di stanchezza fisica e mentale. L’impressione generale, infatti, è che qualcuno avesse la testa altrove, mentre altri suoi compagni pensavano che sarebbe bastato il minimo sforzo per vincere. Cosa sbagliata e che siamo certi servirà da lezione ai giocatori in vista delle prossime gare, dove nessuno regalerà niente e tutti saranno pronti a lottare contro “l’odiata” Juve. Intanto la Juventus porta a casa un punticino, che non è molto, ma meglio che niente visto come si stava mettendo la gara.

Nota a margine per l’ennesimo teatrino messo in piedi dagli avversari di turno, quindi ieri da alcuni tesserati dell’Udinese. In quel contesto ci è dispiaciuto vedere personaggi notoriamente pacati e coi piedi ben piantati per terra come Del Neri lasciarsi andare a gesti inconsulti e farsi trascinare da quel fastidioso e malsano clima calcistico italico, quello secondo il quale quando si perde è sempre colpa “del destino cinico e baro o dell’arbitro”. A maggior ragione lui che quando ha allenato i bianconeri, al netto evidente dei suoi errori di gestione e tattici, è stata spesso vittima di veri torti arbitrali per tutto il campionato. L’allenatore friulano a un certo punto si è reso protagonista del classico copione tanto caro a molti tecnici nostrani: proteste immotivate, piagnistei e isterismi vari, accompagnati dagli incredibili cori dei sostenitori della squadra di casa. Assurdo. Poi nessuno però osi lamentarsi se siamo indietro anni luce rispetto ai principali tornei europei, o pensare che basti avere gli stadi di proprietà per risolvere un problema che è principalmente culturale.

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