Editoriale – L’esonero di Ranieri. Una scelta giusta? A malincuore, sì.

Editoriale – L’esonero di Ranieri. Una scelta giusta? A malincuore, sì.

ESONERO DI RANIERI – La Premier League si è appena conclusa ed il Chelsea di Mou ha stravinto il campionato, come da pronostico. Più in basso, troviamo il piccolo e neopromosso Leicester City, al quattordicesimo posto. Un campionato che li ha visti ottenere una salvezza non troppo agevole ma finalmente arrivata. Sei punti di distacco dal terzultimo Hull City. Ma questa salvezza non basta a Nigel Pearson, il manager dei Foxes, ad essere confermato dalla proprietà thailandese: uno scnadalo che coinvolge il figlio, porta la scoietà a sollevare Pearson dall’incarico. E’ 13 luglio 2015 e nella piccola cittadina londinese atterra Claudio Ranieri, fresco di esonero dalla Nazionale Greca. Il feeling tra Ranieri e la Premier è sempre stato molto alto. Il stile dell’allenatore romano è molto più vicino al “british” che non a quello mediterraneo. Sempre composto, nelle parole e nei modi di fare. Un vero signore del calcio.

Le richieste della dirigenza del Leicester erano chiare: salvezza senza troppi patemi. Ma Ranieri si trasforma in Re Mida ed improvvisamente Kante diventa un mediano dai tempi perfetti, Mahrez un fantasista di classe superiore e Vardy un vero e proprio implacabile bomber. Una squadra “operaia” portata alla vittoria della Premier League. Impensabile. Tanto che i bookmaker la quotavano ben 5000:1. Per i profani, una quota che rasentava l’impossibilità. Anzi, era la favorita alla retrocessione in Championship tra tutte le squadre della Premier League. I risultati arrivavano mano a mano e vincere aiuta a vincere. Passo dopo passo, tassello dopo tassello, il Leicester ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo che ha inevitabilmente innalzato Ranieri a Manager dell’anno. E probabilmente di tutta la storia della Premier, parimenti con Clough.

Lasciare da vincitore? Per Ranieri non se ne parla. Lui è testardo e vuole provare a fare bene con il Leicester. Le competizioni però sono 4: c’è anche la Champions League. Il campionato non va per il verso giusto. La Champions sì. Primo posto nel girone, lasciandosi alle spalle il blasonato Porto. Ma la premier peggiora. La zona retrocessione è solo ad un punto e la squadra sembra non seguire più Ranieri. La sconfitta (di misura) con il Siviglia segna la fine di Ranieri. Ed in un calcio profondamente aziendalista, l’ esonero di Ranieri è la scelta più giusta da fare. La gratitudine non è di questo mondo perché non è con lei che ti salvi. I “grazie” non portano punti, non fanno gol, non difendono, né tantomeno fanno filtro a metà campo. I tifosi si sono ribellati protestando, civilmente, a favore di Ranieri e contro il suo esonero. Veri e proprio pellegrinaggi sotto al suo murales che campeggia a Leicester; uno stadio intero con la maschera di Ranieri che canta “Nel blu dipinto di blu”. Ma intanto il Leicester vince contro il ben più quotato Liverpool di Kloop. Un tondo 3 a 1. Dopo 4 giorni dall’esonero di Ranieri, il Leicester sforna una prestazione fenomenale, perfetta. Annichilito, di nuovo, il Liverpool. Il web si scatena etichettando come “serpi”, la squadra di Vardy & Co.

Ma purtroppo o per fortuna, per citare Gian Battista Vico, “i corsi e ricorsi storici” non mentono mai. Ranieri non è un allenatore da progetti a lungo termine. In Italia, Juventus prima e Roma poi, ha fatto il massimo per poi trovarsi la squadra contro. Dopo due anni. Questo è il tempo limite che sembra avere Ranieri allenatore.
I tifosi dei Foxes ovviamente insorgono contro l’ esonero di Ranieri: lui è l’uomo che ha portato la Premier a Leicester, l’uomo dei sogni che è ha sbaragliato la concorrenza delle Big. Ed alla faccia loro, per una volta, le ha messe dietro. E con la sua fine, è finita anche la favola Leicester.  Ranieri non è l’unico colpevole e si sa, in questi casi paga l’allenatore. Rivoluzionare una squadra a mercato chiuso equivarrebbe ad inserire solo ed esclusivamente giocatori della primavera. E, salvo miracoli (cosa che a Leicester sembra essere di casa), la retrocessione è garantita.

L’ottica aziendalista uccide quella romantica, della gratitudine e del rispetto. Ma diventa necessaria per la sopravvivenza della squadra e del suo collettivo. Come detto prima, la gratitudine non porta i tre punti in classifica, né tantomeno sorrisi quando i risultati non arrivano. E sono proprio i risultati ad essere fondamentali nel calcio moderno. Quindi lode alla romantica testardaggine di Ranieri ed ai suoi trofei portati a Leicester ed una tirata d’orecchie alla dirigenza del Leicester ma non per l’esonero. Per non averlo difeso abbastanza e per aver deciso troppo tardi.

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Studente di cinema e giornalismo con la passione per lo sport. Calcio e film sono il mio pane quotidiano. Curo per DotSport la rubrica “Cinema e Sport” in cui parlo di film che si legano al mondo sportivo in ogni sua forma. Perchè lo sport, come il cinema, è anche intrattenimento.

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