Le 10 “perle” che non sai di Ron Artest

Le 10 “perle” che non sai di Ron Artest

Da New York, Queens per la precisione, a Cantù, passando da Chicago, Los Angeles, la Cina e di nuovo Los Angeles (almeno stando agli ultimi rumors). Da Ronald William Artest Jr. a Metta World Peace, passando anche da The Panda’s Friend. Nella vita di Ron Artest le stranezze sono sempre state all’ordine del giorno, queste le 10 migliori.

-CERCARE DI FARSI ASSUMERE DA UNA CATENA DI SUPERMERCATI PER AVERE LO SCONTO DIPENDENTI

Nella sua stagione da rookie a Chicago nel 1999 ha provato a farsi assumere dalla catena Circuit City per aver diritto allo sconto dipendenti. Per non farsi mancare niente ha citato come impiego precedente “NBA Player” e come
ultimo datore di lavoro Jerry Krause (all’epoca proprietario dei Bulls)

-ESSERE ENTRATO NELLE DOCCE DEI LAKERS PER GARANTIRE AIUTO A KOBE

Potrebbe sembrare una prassi normale tra due compagni di squadra, ma all’epoca Ron giocava ancora per gli Houston Rockets! Deciso a voler regalare un altro anello alla stella gialloviola, si è fatto trovare nelle docce dopo la
decisiva gara 6 con i Celtics nel 2008, promettendogli di trovare una via per arrivare ai Lakers. Kobe ancora non si capacita come sia riuscito ad arrivare nelle docce.

-PRESENTARSI A UN TALK SHOW IN MUTANDE…

Dopo la vittoria del titolo del 2009 ha festeggiato apparendo nel popolare “The Jimmy Kimmel Show” senza nient’altro che un paio di boxer, per la gioia del pubblico femminile. Alle domande dei giornalisti nei giorni successivi ha
risposto con un conciso “Wasn’t me” (Non ero io).

-…CON IL NOME DEL CONDUTTORE SCRITTO SUI CAPELLI
Insieme all’outfit “particolare” non poteva mancare un taglio di capelli abbinato! Fin dai suoi primi anni nella Lega Artest ha stupito per i suoi fantasiosi tagli, compreso scrivere la parola “difesa” in yiddish, giapponese e hindi con i
colori dei Los Angeles Lakers.

-RINGRAZIARE LA PSICHIATRA IN DIRETTA NAZIONALE

E non una semplice diretta! Dopo aver contribuito in maniera decisiva a vincere gara 7 contro gli odiati rivali dei Celtics con una prestazione da 20 punti e la tripla decisiva, alla domanda su chi volesse ringraziare, ha citato senza
indugi la sua psichiatra.

-ALLENARSI IN ACCAPPATOIO

Durante la stagione 2004 un infortunio tenne fuori Artest per gran parte della stagione regolare ma non gli impedì di allenarsi…in accappatoio! La motivazione: “Volevo ricordare a tutti di non prendere nulla sul serio”.

-BERE COGNAC ALL’INTERVALLO

Ha ammesso che nelle prime stagioni coi Bulls era solito bere Hennessy comprato nei liqour store vicino allo stadio negli intervalli delle partite e di tenerne sempre una scorta dentro l’armadietto.

-CHIEDERE UN MESE DI SOSPENSIONE DAGLI ALLENAMENTI

Sospeso per due gare dagli Indiana Pacers per aver chiesto alla dirigenza di non allenarsi per un mese in modo da aver tempo per seguire il suo sogno di un album R&B (Artest è un grande fan di Michael Jackson, tanto da aver
indossato per un anno il 37 in memoria delle settimane al primo posto in classifica di Thriller).

-ROMPERE DUE COSTOLE AL MIGLIOR GIOCATORE DI SEMPRE

Esistono due versioni di questo accaduto: nella prima Artest ruppe due costole in maniera fortuita a Michael Jordan in un pick-up game prima del suo ritorno in maglia Wizard. Nell’altra le costole si ruppero in seguito a una reazione
di Artest a due parole di troppo da parte di His Airness, che non risparmiava il trash talking nemmeno per le partite amichevoli. Lesa maestà?

-HA REGISTRATO IL SINGOLO “CHAMPION” PRIMA ANCORA DI VINCERE IL TITOLO

Intraprendere una carriera rap è prassi comune tra le star NBA, basti solo pensare a Shaq (finora il migliore in assoluto), Iverson, Kobe (terribile) o Durant. Oltre che per l’inaspettata buona qualità del singolo (rilasciato qualche ora
dopo la fine della partita), sorprende anche l’averlo inciso un anno prima della vittoria del titolo! Che voglia intraprendere una carriera da cartomante?

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