Doin it in the park, un viaggio nei playground di New York.

Doin it in the park, un viaggio nei playground di New York.

Per tutti gli amanti della pallacanestro nella sua forma più cruda ed essenziale è disponibile sul sito internet http://buy.doinitinthepark.com/ un documentario che racconta, attraverso bellissime immagini e interviste, la storia e le regole non scritte del basket di strada, lo “street-basketball” a New York. Se la grande mela è considerata la Mecca del basket, lo deve non solo a quello giocato dai pro al Madison Square Garden e più di recente al Barclays Center ma anche a partite e tornei disputati nei suoi oltre 700 playground, i campetti dei parchi cittadini.

New-York-playground

“Doin it in the park”, girato dal fotografo francese Kevin Couliau e il portoricano di origini ma newyorkese d’adozione Bobbito Garcia, è il frutto di 90 giorni di riprese della loro estate passata con telecamera e pallone da basket nello zaino in 180 di quei rettangoli d’asfalto.
La voce narrante di Bobbito fa da guida turistica nel viaggio alla scoperta dei luoghi di culto dello street-basketball di NY: “Ovviamente ci sono i playground famosi in tutto il mondo – Goat park, il Rucker e West 4th – ma ogni singolo campo ha una sua storia, è una sorta di santuario per la comunità che su quel campo si riunisce e ci vive.”

Durante il tour, queste storie vengono raccontate attraverso le parole di giocatori che su quell’asfalto sono cresciuti dando vita, generazione dopo generazione, a una tradizione di talento cestistico senza eguali.New-York-playground
Per rendere omaggio a questa tradizione partecipano al documentario sia giocatori diventati All-Star NBA come
Julius Erving, Kenny Anderson e Kenny Smith, sia talenti che pur non avendo mai giocato da professionisti sono diventati autentiche leggende del cemento newyorkese come Richard “Pee Wee” Kirkland e James “Fly” Williams.

Il risultato finale è il fedele ritratto di una sottocultura urbana capace di impattare sul gioco inventato dal professor Naismith, reinterpretandolo ed evolvendolo in strada, integrando individui a livello comunitario senza distinzioni di sesso, estrazione sociale o colore della pelle, semplicemente accomunati dalla passione per questo magnifico sport.

Una lettera d’amore dei due autori al basket dei playground di New York.

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